La chiesa di San Giovanni Battista di Acquafondata risale all’XI secolo quando è nato il vero e proprio borgo attorno al castello.

La prima volta viene citata in un documento di Lucio III del 1182.

Probabilmente è stata intitolata a San Giovanni perché i monaci benedettini amavano l’immagine di questo santo che trasmetteva modestia, umiltà, riconoscimento del bene e capacità di mettersi in gioco e di lavorare.

La struttura ha subìto ristrutturazioni nel corso dei secoli, prima per il grande terremoto di Cassino del 1349.

Nel Settecento per venire incontro alla trasformazione barocca del suo interno.

Gli ultimi restauri risalgono alla ricostruzione post bellica e a quella del terremoto del 1984.

L’interno è a tre navate e quella centrale si conclude con un bell’altare barocco di scuola napoletana.

Qui si trova una copia della immagine della Madonna nera di Czestochowa donata da papa Giovanni Paolo II che le era profondamente devoto.

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La chiesa di San Rocco di Morolo risale al medioevo ed è stata poi ristrutturata nel 1576 in stile Cinquecentesco con una particolare pianta ottagonale.

Originariamente questa chiesa era dedicata ai Santi Sebastiano e Rocco e si trova fuori del centro abitato, in località Selva di Varico nel comune di Morolo.

Infatti quasi ogni paese ha una chiesetta dedicata a questi santi che veniva edificata in corrispondenza delle porte di ingresso della città e lo scopo era quello di invocare la protezione di questi santi per difendersi dalla peste.

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La chiesa di San Pietro di Morolo risale all’XI secolo ed è stata ingrandita nel Settecento per l’aumento della popolazione.

Nell’Ottocento è stato poi aggiunto un campanile e nel 1892 al centro del timpano della facciata è stata realizzata una nicchia ovale per accogliere il mezzo busto di San Pietro.

Questa scultura è opera dello scultore Ernesto Biondi ed è l’unico dono al paese dell’artista nato proprio a Morolo e diventato famoso in tutto il mondo per la sua maestria e il forte impatto delle sue opere.

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La chiesa della Santissima Annunziata fa parte del primo nucleo della città di fondazione di Sabaudia ed è stata inaugurata il 24 febbraio 1935.

Il suo stile razionalista si ritrova nelle forme austere e ardite e nella morbidezza del battistero.

La chiesa è un edificio squadrato alto 22 metri, lungo 55 e largo 29, rivestito di marmo bianco e mattoncini rossi, con un imponente campanile di 47 metri in marmo bianco al suo fianco.

Nella facciata, in posizione protetta ed arretrata, è stato realizzato un grande mosaico dal maestro Ferrazzi dove si confonde sacro e profano: da una parte l’Annunciazione e dall’altra Mussolini che sistema il grano.

L’interno della chiesa è un ambiente unico con 6 cappelle che termina con una abside e grandi vetrate. Qui si trova la Cappella Reale donata dalla Regina Elena di Savoia e che originariamente si trovava all’interno di Palazzo Margherita a Roma.

Il battistero è un edificio a forma cilindrica realizzato su un lato della chiesa (lato opposto del campanile) tutto ricoperto di marmo bianco.

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Il santuario di Santa Maria della Sorresca è l’edificio più antico di Sabaudia e la sua storia inizia con l’impero romano.

Infatti qui si trovava una villa che risale al I secolo D.C. trasformata poi dai monaci Benedettini nel VI secolo in un primo convento.

Nel XII secolo il complesso è stato sistemato in stile romanico e il piccolo campanile è stato realizzato trasformando una torre di avvistamento e il monastero è stato attivo fino all’arrivo di Napoleone. L’attuale forma è data da una ulteriore modifica in tempi più recenti.

La chiesa si trova sulle rive del lago di Paola all’inizio del braccio dell’Annunziata e il nome ‘Sorresca’ viene dalla parola ‘surrectum’ che indicava un canale.

All’interno della chiesa si trova una statua lignea di una Madonna con Bambino del XIII secolo che viene festeggiata ogni anno il lunedì dopo la Pentecoste con una processione che parte da San Felice Circeo.

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A Blera, la piccola chiesa di campagna è dedicata alla Madonna della Selva.

Si trova sulla sommità di un colle in un luogo dove un tempo venivano a stare gli eremiti.

Ogni anno, la seconda settimana di settembre, la chiesa si apre per ospitare la processione che porta l’immagine della Madonna in pellegrinaggio prima di riportarla in paese.

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Anzio. Basilica di Santa Teresa del Bambino Gesù

La chiesa e il complesso religioso della Basilica di Santa Teresa del Bambino Gesù si trovano all’ingresso di Anzio, su una altura che guarda il mare.

Sono stati realizzati nel 1925 dall’architetto Alfredo Paoletti richiamando lo stile romanico.

In quegli anni aveva fatto notizia la santificazione di questa ragazza francese appena 28 anni dalla sua morte.

La chiesa venne ultimata nel 1939 e fu inaugurata da un messaggio del papa e delle sorelle religiose della santa. E forse questa benedizione fu provvida perché il santuario si salvò dai bombardamenti e ospitò a lungo i cittadini di Anzio durante la guerra.

La facciata è in mattoncini con un portone di ingresso protetto da un piccolo portico, un loggiato con trifore e un grande rosone bianco centrale.

L’interno della chiesa è a croce latina e con le grandi aperture, vetrate colorate e un sapiente uso di mattoncini e di cemento conferisce una atmosfera mistica.

Lo stile romanico è stato accentuato dalla scelta dei decori del pavimento che richiamano lo stile cosmatesco.

L’altare centrale è adornato da una scultura in marmo che rappresenta la santa con un fascio di rose e protetta da un tempietto in marmo. Dietro l’altare si nasconde la cantoria e si distinguono le canne dell’organo.

Una cappella laterale è dedicata alle reliquie della santa con una statua che la rappresenta sul letto di morte e alcuni suoi oggetti.
Un grande campanile con sei ordini di aperture si trova nel cortile davanti la chiesa e caratterizza la sua immagine in lontananza.
 

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Anzio. Chiesa dei SS. Pio e Antonio

La chiesa dei SS. Pio e Antonio si trova proprio nella piazza accanto al porto di Anzio.

E' stata voluta da papa Pio IX nel 1847 dedicandola ai santi Pio e Antonio.

La chiesa fu completata nel 1856 e il papa si recò più volte a verificare l’andamento dei lavori.

La chiesa ha uno stile neoclassico e la facciata si compone di due ordini e ha un portico di ingresso a forma di antico tempio con quattro colonne circolari e un timpano triangolare.

La parte inferiore della facciata è più larga ed è arricchita da 4 eleganti torciere realizzate utilizzando la pasta di marmo.

La parte superiore, più stretta, ha una grande apertura semicircolare e termina con un timpano che richiama il portico di ingresso.

Si accede all’interno con una scalinata mentre il campanile con l’orologio è posto sul retro della chiesa.

Il disegno della struttura è dell’architetto Gaetano Moichini.

L’interno ha tre navate che terminano con l’altare maggiore donato da papa Pio IX.

Il papa lo aveva fatto rimuovere da San Pietro in Roma e aveva voluto una pala d’altare che rappresentasse San Pio V che riceve la notizia della vittoria della Santa Alleanza nella battaglia di Lepanto contro i Turchi nel 1571.

L’opera è stata realizzata da Casimiro Brugnone De Rossi nel 1856.

Fra le altre opere che ornano l’altare anche un crocifisso in legno del XVI secolo di scuola veneta.

Tutto l’interno della chiesa è riccamente decorato ed è stato restaurato dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale.

La chiesa ha un antico organo costruito nell’Ottocento dalla ditta Morettini di Foligno e restaurato.

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