Sutri. Chiesa di San Silvestro

La chiesa romanica di San Silvestro a Sutri è una delle più antiche e al suo interno si trova un affresco dedicato a papa San Silvestro e Sant’Anna e un altro che raffigura la Deposizione di Gesù nel sepolcro.

Nella torre campanaria si trova una campana risalente al 1046 donata da Matilde di Canossa in occasione del Concilio di Sutri.

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Sutri. Chiesa di San Francesco

La chiesa di San Francesco a Sutri è stata fondata nel 1222 proprio da San Francesco e nell’annesso convento ha vissuto Sant’Antonio da Padova.

La chiesa ha uno stile semplice romanico ed è stata ricostruita parzialmente dopo i bombardamenti della II guerra mondiale.

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Sutri. Cattedrale Santa Maria Assunta

Nel 1207 Innocenzo III consacrò l'antica cattedrale di S. Maria Assunta di Sutri portandole in dono una tavola con il Cristo Bizantino tutt'ora esposta.

Da notare lo splendido campanile romanico.

All’interno la chiesa ha tre navate e lo stile baroccheggiante si contrappone ad uno splendido pavimento Cosmatesco.

Nelle cappelle laterali si trovano tele del XVII e XVIII secolo e un Tavola del Santissimo Salvatore risalente al XIII secolo.

La bellissima Cripta ha colonne e capitelli romani e si intravedono alcuni affreschi medioevali, probabilmente del periodo longobardo.

Sutri è stata una delle prime sedi vescovili del mondo e nella chiesa si trova il busto in bronzo di papa Clemente II che è stato eletto a Sutri nel 1046.

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Capranica Prenestina - Bettiol
Capranica Prenestina - Bettiol

La chiesa della Madonna delle Fratte a Capranica Prenestina, chiamata anche Madonna delle Grazie, risale al Cinquecento.

La leggenda narra che sia stata costruita sul luogo dove venne ritrovato un dipinto raffigurante la Madonna.

La storia dice che un contadino trovò questo dipinto tra i rovi e lo portò nella vicina chiesa.

Durante la notte il dipinto svanì e venne ritrovato di nuovo sui rovi che, in dialetto, vengono chiamati ‘fratte’.

Sul quel posto venne poi edificato un tempietto, una semplice chiesetta con un una sola navata e un tetto ‘a capanna’.

Al suo interno un piccolo arco separa la zona dei fedeli da quella dell’altare sul quale si trova il ritratto della Madonna con Bambino.

Il dipinto è una copia perché l’originale è andato perduto durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale.

La semplice facciata è arricchita da un portone contornato da lastre in pietra, una finestra circolare sopra il portone e una piccola scalinata in pietra di ingresso.

La chiesetta ha due campanili a vela.
 

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ph Laky 1970
Capranica Prenestina. Santuario della Madre delle Grazie della Mentorella

Il santuario della Madre delle Grazie della Mentorella è una abbazia a Capranica Prenestina servita dalla Congregazione della Resurrezione polacchi di Nostro Signore Gesù Cristo.

Il santuario è nato in epoca romana dall’imperatore Costantino ed è quindi il più antico d’Italia.

L’imperatore, in accordo con papa Silvestro I, lo fece costruire sul luogo della conversione di Sant’Eustachio, il nome cristiano di un generale romano di nome Placido che si era convertito.

Qui passò San Benedetto che visse due anni in una grotta e in seguito il santuario passò sotto il controllo dell’Abbazia di Subiaco fino al XIV secolo.

Dopo un periodo florido, il monastero fu abbandonato a partire dal 984.

La sua rinascita si deve al gesuita Atanasio Kircher che tra il 1665 e il 1680 lo restaurò grazie ai contributi di tutti i sovrani d’Europa.

Le spoglie del padre gesuita sono ancora nel monastero.

Il Santuario è dedicato alla Madonna e si trova a 1020 metri su uno sperone di monte Guadagnolo ed è costituito da un convento, una chiesa, una cappella, cui si accede da una Scala Santa, e un piccolo cimitero.

Il suo nome deriva da una torre di guardia medioevale, Torre Morella, o dal generale Wult dei Goti che si era convertito al cristianesimo.

La chiesa ha una facciata semplice con una edicola con un piccolo rosone sopra il portone di ingresso.

All’interno la chiesa è divisa in tre navate ed inizialmente era tutta affrescata anche se oggi è visibile sono una piccola parte dell’opera completa.

Sopra l’altare maggiore si trova un ciborio che protegge la statua lignea della madonna con bambino che risale al XIII secolo.

E’ una delle statue più famose della regione e oggi è visibile nella sua forma originaria dopo che un restauro ha eliminato le decorazione che erano state aggiunte nel 1887.

Un’altra opera di pregio è un dipinto ligneo che narra la conversione del generale Placido e la consacrazione del santuario.

Si ritiene che questa tavola provenga da un edificio precedente e, secondo alcuni storici, era una parte di un portone di ingresso di una precedente chiesa.
 

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Capranica Prenestina. Chiesa della Maddalena

La chiesa originale della Maddalena a Capranica Prenestina risale al Quattrocento come si può vedere dal campanile romanico a tre livelli che, secondo la storia, sarebbe stato costruito da Martino V Colonna.

Ma la vera sorpresa della chiesa avviene con un rifacimento del 1520 fatto da Giuliano Capranica.

Con il suo cupolino della scuola del Bramante, la Chiesa della Maddalena è una piacevole sorpresa fra le architetture semplici del centro storici.

E' una costruzione rotonda con un raffinato loggiato costituito da sette arcate. Dall'arcata centrale, dietro la chiesa, un balcone costituito da due colonne corinzie che sorreggono una trabeazione domina la vista.

La storia dice che il disegno originario è stato realizzato dal Bramante mentre la costruzione è stata affidata dal suo architetto Domenico Massimo.

Tutto il resto della chiesa è stato poi cambiato dai Barberini nel XVIII secolo che introdussero lo stile tardobarocco cancellando l’originale stile rinascimentale.

La volta a botte della navata è affrescata con la figura della Maddalena a cui la chiesa è dedicata. Sull’altare si trova una statua barocca della Maddalena.

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Genazzano. Chiesa San Pio

La chiesa e il convento di San Pio a Genazzano nascono sopra i resti di una antica villa imperiale romana probabilmente abitata anche dall’imperatore Antonino Pio.

La villa era ancora visibile fino al 1838 quando viene descritta da Senni nel suo libro ‘Memorie di Genazzano’.

Nel 1910 venne rinvenuto un pavimento in mosaico che ora è nel Museo Nazionale delle Terme a Roma.

Il convento risale alla metà dei XV e XVII secoli e sul portale marmoreo un’iscrizione fa riferimento a Pio II Piccolomini.

Le lunette del chiostro sono decorate con affreschi di Vincenzo Manenti e raffigurano la vita di San Francesco.
 

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Genazzano- Santuario Madre del Buon Consiglio Campanile by Benedicta Lee
Genazzano- Santuario Madre del Buon Consiglio Campanile by Benedicta Lee

Il santuario della Madre del Buon Consiglio è stato costruito a Genazzano su una precedente chiesa dove era avvenuto un evento miracoloso.

La chiesa originaria risaliva del X secolo ed è poi stata trasformata in cimitero.

I lavori di trasformazione sono iniziati nel 1356 da Giordano Colonna.

La chiesa è stata edificata per custodire e venerare una immagine di Maria, chiamata Madre del Buon Consiglio, che secondo la leggenda viene da una chiesa di Scutari in Albania.

L’immagine sarebbe arrivata portata dagli angeli il giorno del 25 aprile del 1467 dopo che i musulmani arrivarono in Albania.

Gli angeli la avrebbero posata su una piccola chiesa che la Beata Petruccia stava costruendo.

Da allora tutta la popolazione contribuì a terminare l’edificio che divenne ben presto meta di pellegrinaggi e l’immagine è ancora nel santuario.

La scena è raccontata in uno splendido dipinto.

La chiesa si presenta oggi in uno stile Settecentesco ed è ricca di opere d’arte come l’originale balaustra con putti e tendaggi in marmo che viene attribuita al Bernini.

Dietro l’altare si trova un grande organo del 1930 al posto di affreschi che ora sono nel museo al piano terra.

Il museo raccoglie i lavori di tanti artisti che nei secoli hanno voluto omaggiare l’immagine sacra e splendide ‘pianete’ del XVI e XVII secolo.

Qui si trova anche la campana che il 25 aprile del 1424 annunciò l’arrivo della immagine.

Nel refettorio si trova un affresco di Taddeo Conza raffigurante la moltiplicazione dei pani e dei pesci.

Il santuario è stato visitato da molti papi tra cui Urbano VIII, Pio IX, Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II.

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