Castiglione in Teverina. Rocca Monaldeschi

Il nucleo originale del castello Monaldeschi a Castiglione in Teverina risale al XIII secolo.

Originariamente aveva scopi difensivi delimitato a Nord da un fossato artificiale ed era cinto da mura.  Il piazzale interno alla fortezza era utilizzato per lo stanziamento delle truppe.

La fortezza è un imponente edificio a pianta rettangolare con quattro grandi torri angolari.

I diversi materiali che sono stati usati denotano tutte le trasformazioni subite dall’edificio nel corso dei secoli.

Infatti, con l’arrivo delle armi da fuoco vennero costruiti contrafforti a scarpa per rafforzare tutto il perimetro della cinta muraria.

Successivamente il castello è stato trasformato in palazzo con l’apertura di finestre e la sistemazione degli ambienti interni.

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Carbognano. Rocca Farnese

La rocca di Carbognano esisteva fin dal Duecento e fu trasformata in residenza nel Cinquecento da Giulia Farnese che l'ebbe in dono dall'amante papa Alessandro VI.

Il castello è caratterizzato da una grande torre quadrata coperta da tettoia e da un corpo più basso di cui restano pochi ambienti.

Molte cornici di finestre o porte riportano la scritta “Ivlia Farnesla”.

Giulia Farnese trasforma l’intero borgo secondo lo stile che sarà poi tipico dei Farnese di intervenire sull’aspetto urbanistico trasformando villaggi prevalentemente agricoli in centri urbani maestosi e razionali.

Ci sono cinque stanze affrescate: l’ambiente di disimpegno, il salone, la cucina (dei cacciatori), la camera da letto (camera di Giulia) e la cappella.

Quest’ultima è una stanza circolare che, secondo alcuni, era il bagno privato di Giulia.

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Caprarola. Palazzo Farnese

Il Palazzo Farnese di Caprarola è uno dei più grandi capolavori dell'architettura rinascimentale.

E' stato creato dal cardinale Alessandro Farnese, poi diventato papa Paolo III, per celebrare i fasti della famiglia.

In quegli anni la famiglia voleva riunire i suoi possedimenti in un Ducato e Caprarola era in una posizione strategica per essere la capitale.

Il primo progetto fu affidato nel 1520 ad Antonio da Sangallo il Giovane, l’architetto di fiducia della famiglia esperto di architettura militare.

Questo progetto era più simile ad una fortezza che ad un palazzo e aveva una pianta pentagonale, con cinque bastioni angolari difensivi ed un fossato perimetrale.

I lavori furono sospesi quando fu eletto Paolo III che si trasferì a Roma.

Dieci anni dopo la sua morte, nel 1559 un altro Alessandro Farnese, nipote del papa, affidò un nuovo progetto a Jacopo Barozzi detto il Vignola. Il nuovo disegno era ben lontano da quello di una fortezza militare e il nuovo palazzo era una meravigliosa villa pentagonale.

Per dare risalto al palazzo venne cambiato tutto l'assetto urbano del borgo con la realizzazione della cosiddetta Via Dritta che doveva portare il viaggiatore ad un crescendo di emozioni e aumentare l’imponenza del palazzo.

Per far spazio alla strada venne demolito parte del borgo esistente.

La costruzione del palazzo terminò nel 1575 ma i lavori continuarono per la sistemazione urbanistica e il completamento dei giardini.

La distribuzione degli ambienti del palazzo è sorprendente e, oltre ad una divisione logica fra un’area estiva e un’area invernale, in funzione dell’orientamento dell’edificio, alcune scelte sono molto interessanti.

Ad esempio le scale della servitù sono ricavate negli spessori dei muri e non comunicano con gli ambienti del palazzo. Le carrozze potevano accedere agli Interrati dove si trovavano altri ambienti di servizio come le cucine e i magazzini.

Si accede al piano rialzato sia da una scala interna che da una esterna e molte zone di questo piano sono affrescate da Taddeo Zuccari, come le Stanze delle Stagioni in cui le prospettive ideate dal Vignola dilatano gli spazi in una visione irreale.

La Stanza delle Guardie è stata affrescata da Federico Zuccari dopo la morte del fratello.

Una delle architetture più spettacolari del palazzo è la straordinaria ‘Scala Regia’ che porta al piano nobile. Una scala a chiocciola completamente affrescata da Antonio Tempesta che poteva essere percorsa dal Cardinale anche a cavallo.

Anche il magnifico cortile circolare del Vignola composto da due porticati sovrapposti ha le volte affrescate da Antonio Tempesta.

Il Piano Nobile è diviso in due appartamenti totalmente affrescati: quello estivo e quello invernale. Fra gli altri ambienti, in questo piano si trovano la camera da letto del cardinale, detta anche Camera dell'Aurora, e la Stanza dei Fasti Farnesiani, che illustra la storia della famiglia.

Il giardino è chiamato "Orti farnesiani" ed è uno splendido esempio tardo-rinascimentale ed è realizzato con terrazzamenti collegati alla residenza attraverso dei ponti.

Una vera curiosità è una scala elicoidale della servitù chiamata ‘Scala del Cartoccio’ poiché il suo corrimano scolpito permetteva di far scendere dai piani alti un cartoccio riempito di sabbia che conteneva messaggi.

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Capodimonte. Rocca Farnese

L’originaria rocca difensiva al centro di Capodimonte fi trasformata dai Farnese in un palazzo signorile grazie ad un progetto del 1510 di Antonio Giamberti detto il Sangallo il Giovane.

Alla costruzione a pianta ottagonale venne aggiunta un'elegante facciata ad arcate verso la piazza e un ponte di collegamento con il paese.

L'interno venne ampliato e ingentilito con un piccolo ed elegante cortile interno a tre ordini di arcate in peperino e che funge da portico al piano terreno.

Sulle finestre è scolpito il nome di Alessandro Farnese. Il salone nobile è in parte affrescato e ha una meravigliosa vista sul lago.

In un'arcata del salone di rappresentanza con archi si trova un interessante affresco che raffigura un papa tra due baldacchini rossi, contornato da paggi, nobiluomini e cavalieri in armatura da parata.

Altre sale recano hanno affreschi che risalgono alla fine dell'800 e agli inizi del '900.

Tra le mura della rocca e il palazzo si trova un giardino con alcune piante ornamentali orientali.

In questa rocca era nata Giulia Farnese, sorella di papa Paolo III e una leggenda narra che lo spirito di Giulia emerge triste dal lago nelle notti particolarmente fredde.

Giulia fu data giovanissima in sposa ad Orsino Orsini conte di Pitigliano.

Ma Giulia ‘La Bella’ era follemente innamorata del cardinale Rodrigo Borgia, futuro papa Alessandro VI e divenne la sua amante segreta. Rodrigo era ormai vecchio e morì dopo pochi anni lasciandola triste.

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Il ponte dell'Abbadia di Canino si trova lungo una delle principali vie di collegamento con il territorio che attraversava la necropoli dell'Osteria e andava verso le città dell'Etruria interna.

Il ponte ha tre arcate sostenute da due piloni in opera quadrata che poggiano sull'alveo roccioso del fiume.

Sui piloni sin notano interventi edilizi diversi.

Il nucleo più antico di tufo rosso risale al periodo etrusco.

Il rinforzo della struttura risale al I secolo AC ad opera dei romani.

Prima dell'unità d'Italia, questo ponte segnava il confine tra lo Stato Pontificio e il Granducato di Toscana che passava proprio sulla sua gobba.

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Il castello Musignano di Canino, fu edificato sui resti di un precedente convento.

Papa Pio VII lo donò a Luciano Bonaparte che lo usava come sua residenza a Canino.

Oggi è di proprietà della famiglia Torlonia che lo acquistò proprio da Luciano Bonaparte.

Un primo documento che cita il castello riale al 1053 e riguarda una concessione fatta da papa Leone IX.

Nel secolo XIII un documento riferisce che Canino aveva due castelli. Musignano comunque segue un suo destino e nei secoli passa attraverso diversi feudatari, tutti capitani di ventura che avevano fatto fortuna.

Fu incluso dai Farnese nel Ducato di Castro e, alla sua caduta nel 1649, entrò nei beni della Camera Apostolica.

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