Porta Romana

Porta Romana è uno degli accessi più importanti e monumentali di Veroli e prende il nome dal fatto che guarda verso la città eterna.

Nel passato era chiamata anche Porta Arenaria perché si trovava in prossimità di cave di arenaria.

La porta attuale è stata realizzata dall’architetto Giuseppe Subleyras nel 1782 allargando la porta medioevale per permettere un più facile passaggio ai mezzi.

Un portale in travertino bianco che termina con un fregio si apre in un muro in mattoncini che presenta un elegante marcapiano e una finitura in travertino bianco.

Sul fregio si legge la scritta S.P.Q.V. - Senatus Populus Que Verolanus che ricorda l’importante ruolo rivestito da Veroli in età romana.

Nella piazza davanti a questa porta si svolgevano le esecuzioni dei condannati.

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Palazzo Comunale
 Palazzo Comunale

Il palazzo del Comune di Veroli sorge sull’area dove si trovava l’antico Foro Romano e conserva alcune parti risalenti al periodo romano come il criptoportico.

Il comune di Veroli è stato istituito nel XII secolo e tra i podestà della città troviamo il cardinale Benedetto Caetani, che mantenne questo ruolo anche quando fu eletto papa con il nome di Bonifacio VIII.

Lo statuto di Veroli è ancora conservato nella Biblioteca Giovardiana.

Il palazzo medievale venne distrutto da un incendio nel XVI secolo e fu ricostruito nel corso dei secoli.

Una delle sue sale più importanti è la Sala Consiliare ristrutturata intorno al 1920 da artigiani coordinati dall’artista Stanislao de Witten che ha dipinto le pareti.

La sala è arricchita da sedute in legno scolpito del XVIII secolo presi dalla chiesa di San Martino.

Le pareti raccontano la storia di Veroli attraverso una serie di medaglioni che rappresentano Gracilia, una donna verolana citata da Tacito nel Libro II delle  sue “Historiae”, la patrona Santa Salome e gli umanisti Giovanni Antonio Sulpicio e Aonio Paleario.

Un posto d’onore per gli stemmi delle città confederate di Atina, Alfedena e Palestrina.

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Rocca di San Leucio e Mura Poligonali

La Rocca di San Leucio è nel punto più alto di Veroli ed è stata costruita nel medioevo all’interno delle Mura Poligonali.

Le mura poligonali sono dette anche ciclopiche per le enormi dimensioni dei massi posti a secco e forse sono state costruite dagli Ernici.

La rocca è quindi uno dei punti di fondazione di Veroli.

Sopra le mura poligonali sono state poi costruite altre mura con massi di minore dimensione in epoca successiva

La rocca con Porta San Leucio risalgono al X secolo e nel suo torrione venne imprigionato papa Giovanni XIII nel 965.

Qui ha soggiornato papa Alessandro III in fuga da Roma per l’arrivo di Federico Barbarossa nel 1155.

La rocca e il sistema murario sono stati poi distrutti da Ladislao di Durazzo, re di Napoli e Ungheria, nel 1406.

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Roccasecca. Borgo di Caprile

Caprile è un borgo medioevale ed è uno dei primi tre centri dove si è formata la comunità di Roccasecca.

Si trova lungo la strada che porta a Castrocielo e si stende su un pendio del monte Asprano.

Caprile è un piccolo gioiello architettonico con i suoi vicoli e le sue scalinate che percorrendole tutte portano fino alla chiesa Rupestre di Sant'Angelo in Asprano.

Tutto il borgo è in pietra bianca e al centro si trova la bellissima chiesa di Santa Maria delle Grazie e con una terrazza su tutta la Valle del Liri con lo sguardo che si chiude sui Monti Ausoni e Aurunci.

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Roccasecca. Monumento ai Caduti

Il monumento ai caduti della prima guerra mondiale di Roccasecca si trova nella strada di accesso al paese proprio al centro della carreggiata e le macchine devono circondarlo.

È una stele di marmo sagomata con una aquila in bronzo sulla sommità.

Una lapide ricorda gli eventi e tutto l’insieme è racchiuso da una catena che collega quattro proiettili di mortaio.

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Roccasecca. Palazzo ex Seminario

Il Palazzo ex Seminario di Roccasecca è stato costruito dalla famiglia Boncompagni che ha governato questi territori dal Cinquecento.

E' stato donato al Vescovo della diocesi di Aquino-Pontecorvo come sede vescovile.

E’ un palazzo a tre piani con uno stile molto semplice: le finestre sono poste in posizione regolare ed incorniciate da un semplice riquadro.

Dopo essere stato acquistato dal comune è stato sede della Pretura, del Dazio e delle scuole elementari.

Dopo il restauro del 1981 è stato sede comunale durante il terremoto del 1984 con epicentro in San Donato Val di Comino e ora ospita un Istituto Commerciale e varie associazioni culturali

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Roccasecca. Palazzo Comunale - Boncompagni

Il palazzo comunale di Roccasecca era stato costruito dalla famiglia dei duchi Boncompagni, signori del Ducato di Sora, Arce, Arpino ed Aquino, tra il ‘500 e il ‘600.

Era un edificio destinato alla loro corte, gli amministratori del territorio di Roccasecca.

Nel 1753 il duca Boncompagni Ludovisi lo donò al vescovo di Aquino per farne la sede del seminario e del palazzo vescovile.

Lo stile neoclassico attuale risale ai lavori di sistemazione del 1872 quando fu acquistato dall’amministrazione comunale. L’edificio è a due piani con il primo caratterizzato da una decorazione bugnata in rilievo.

Dal 2000 è stato risistemato e destinato a sede del comune e oggi sulla facciata dell’edificio si riconoscono lo stemma sabaudo e quello di Roccasecca.

Al suo interno, una targa sulla rampa di scale ricorda la visita di papa Paolo VI in occasione del VII centenario della morte di San Tommaso d’Aquino.

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La casa di San Tommaso si trova all’interno del borgo medievale di Roccasecca proprio nel cortile del castello.

Il palazzo ha grandi dimensioni e forme regolari ed è adornato da una bifora con decoro a tre lobi e una monofora con un arco ogivale.

Si accede al cortile attraverso un arco a sesto gotico in cui una epigrafe indica il nome Tho(mas) che la ha indicata come casa di San Tommaso.

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