Roccasecca. Statua di San Tommaso

La statua di San Tommaso si trova all’ingresso del paese di Roccasecca avendo percorso il Tracciolino.

Questo è il famoso tracciato dei Borboni che mette in comunicazione la valle del Liri con la Val Comino e segue il percorso del fiume Melfa fino a Casalvieri.

L’opera in marmo coreno, una pietra che si trova sui vicini Monti Aurunci, rappresenta San Tommaso d’Aquino ed è stata realizzata dallo scultore Giuliano Vangi nel 2005.

È posizionata su un balcone naturale che domina la Valle del Liri ed è alta 9 metri.

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Il profilo di Roccasecca è caratterizzato dall’alta torre di avvistamento, detta “del Cannone”.

E' posta proprio sul punto più alto di Monte Asprano.

E’ stata costruita come parte di un sistema di avvistamento e a difesa del castello.

Secondo la storia della vita di San Tommaso, in questa torre il santo è stato posto in prigionia dai suoi genitori per quasi un anno e mezzo.

Infatti il santo voleva entrare nell’ordine dei Domenicani e nel 1244 è stato imprigionato dai genitori prima nella torre del castello di Monte San Giovanni Campano e poi qui a Roccasecca, sua città natale.

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Genzano di Roma. Fontane Clementine

Le fontane Clementine di Genzano di Roma vengono costruite in occasione dei lavori dei nuovi acquedotti nel 1777.

Furono posizionate sulla strada Livia e disegnate dal Bracci. Anche qui i simboli dei due papi Clemente XIII e Clemente XIV.

Le fontane presentano un bacino a forma di sarcofago con due anelli, un rilievo con grappoli d’uva.

L’acqua fuoriesce da una maschera di Bacco con volto giovanile nella fontana di sinistra e anziano nella fontana di destra.

Alle spalle della fontana, una edicola dedicata ai due pontefici racconta la storia.

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Genzano di Roma. Fontana della Colonna

La fontana della Colonna è il simbolo di Genzano di Roma ed è stata disegnata nel 1776: una colonna avvolta in tralci si uva.

Alla base della colonna si trovano due stemmi papali: quello di Clemente XIII e l'altro di Clemente XIV.

La colonna simbolizza lo stemma della famiglia romana dei Colonna e l’uva la eccellente produzione vinicola di Genzano di Roma.

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il 'Convitto Principe di Piemonte'  ad Anagni è una struttura creata originariamente per ospitare giovani ragazzi

Dopo il convitto femminile dedicato alle maestre elementari e il collegio per seminaristi, nel 1909 il comune di Anagni assegnò il terreno dove si trovava la chiesa di San Pietro in Vineis e il convento dei Cappuccini per l’edificazione di un convitto dedicato agli orfani dei dipendenti comunali il 'Collegio Principe di Piemonte'.

Il progetto fu affidato all’architetto Calza Bini e fu inaugurato nel 1930 che rispettò i tesori architettonici della chiesa e del complesso.

10 Fabbricati collegati fra loro che ospitano aule, laboratori, palestra e teatro., ed anche uno spazio verde di 14.000 mq con giardini ed impianti sportivi.

La chiesa di San Pietro in Vineis risale al XII secolo e prende il nome dall’area che era ricca di vigneti. Al suo interno un incredibile ciclo di affreschi e un pavimento cosmatesco.

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Il Pontificio Collegio Leoniano per formare i giovani sacerdoti ad Anagni è nato da papa Leone XIII in un momento di tensione con lo stato italiano che aveva incamerato il convento domenicano e lo aveva trasformato in un convitto nazionale femminile.

La risposta del papa è stata quella di creare un’altra istituzione educativa dedicata ai giovani che si avviavano alla carriera ecclesiastica e di farlo gestire dai Gesuiti. Per far questo trasformò l’originario progetto di una scuola agraria.

E’ stato progettato dall’architetto Bonanni e costruito dove un tempo si trovava la piccola chiesa della Madonna della Mercede (demolita) ed inaugurato il 28 ottobre 1897 con la bolla Etsi paternam.

L’architetto aveva lavorato con il papa a Carpineto Romano, paese di nascita di papa Leone XIII. La lunga facciata di 108 metri ha tre piani e domina il profilo di Anagni verso la Valle dei Latini.

All’interno, oltre alle 80 camere, si trovano sale per conferenze, teatro, una vasta biblioteca ad indirizzo filosofico-teologico e una grande cappella. Nella cappella maggiore si trova un arazzo raffigurante la Mater Salvatoris, donato dalla Diocesi di Ratisbona proprio a Papa Leone XIII.

Oggi il collegio è gestito dal clero diocesano.

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Il 'Convitto Regina Margherita'  è una struttura dedicata ad ospitare le persone che frequentano scuole e/o università circostanti

Il convitto dedicato alla prima regina italiana è stato realizzato nelle strutture dell'antico convento di San Giacomo dei Domenicani, che era stato espropriato alla chiesa dopo il 1870. E’ stato inaugurato nel 1888 e inizialmente era dedicato alle figlie degli insegnanti elementari.

I convitti nazionali erano nati per permettere a persone disagiate di frequentare la scuola e accedere alle università e il Convitto Regina Margherita di Anagni era caratterizzato da un innovativo sistema pedagogico di insegnamento.

Il complesso si trova all’inizio della città, vicino la chiesa di San Giacomo che un tempo faceva parte del convento, ed è dotato di giardini e impianti sportivi, laboratori e sale conferenze.

Al suo interno si possono trovare ancora alcuni ambienti con arredi di fine ottocento e una bella biblioteca.

La facciata è imponente e regolare e si arriva all’ingresso attraverso una importante scala che sottolinea l’austerità del complesso.
 

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Anagni. Porta Cerere

La 'Porta Cerere'  permette un accesso ad Anagni venendo da Roma sin dal periodo ernico, come viene raccontata da Marco Aurelio.

Era stata dedicata alla dea Cerere, la dea della fertilità, della maternità e della nascita e si riteneva che tutti i fiori, i frutti della terra e gli esseri viventi fossero suoi doni.
Un tempo era inglobata nel sistema murario, e protetta da torri, distrutto una prima volta dall’assedio spagnolo del 1556.

E’ stata poi ricostruita assieme al nuovo sistema murario dei bastioni in posizione diversa dalla precedente. La sua forma attuale staccata dalla muratura che la fa sembrare un arco di trionfo è dovuta ai restauri Ottocenteschi.

Sopra la porta si nota lo stemma della città con l’aquila che afferra il leone e le chiavi pontificie mentre sui due lati due grandi aquile.

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