Leonessa. Palazzo Cherubini

Palazzo Cherubini a Leonessa presenta un portale ad arco in pietra locale bianca impreziosito da modanature. Le finestre architravate del piano superiore sono di gusto Seicentesco.

Sulla facciata la targa che ricorda Bixio Cherubini autore di evergreen come Violino tzigano, Mamma, Tango delle capinere e Vola colomba che qui nacque nel 1899.

Dopo la sua scomparsa la Pro Loco di Leonessa presieduta da Ivo Pulcini, ha organizzato l’evento speciale “Lucciole Vagabonde” su Rai 2 con tutte le sue canzoni.

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Leonessa - Fontana Margaritiana by Bettiol
Leonessa - Fontana Margaritiana by Bettiol

La fontana Margaritiana detta “Lu Mammoccio” è costituita da una vasca ottagonale, sui cui lati sono riportati alcuni stemmi tra cui quello degli Asburgo, ed un fuso centrale.

Tutto è elevato e posto su un basamento a tre gradini nella piazza principale di Leonessa.

E' stata voluta da Margherita d’Austria nel 1548 e si trova in posizione decentrata rispetto alla piazza ma in linea con via Recta.

Insieme alla fontana viene costruito anche l’acquedotto di tre miglia che convoglia le acque del Riofuggio dall’alveo di Capocanale fino alla Piazza.

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Leonessa- Porta Aquilana by Bettiol
Leonessa- Porta Aquilana by Bettiol

Porta Aquilana è stata costruita  a Leonessa nel XIII secolo. Originariamente era chiamata Porta di Regno o Porta Napoli, da questa partiva la strada per giungere a l’Aquila.

Il fornice interno ribassato conserva ancora la saracinesca di legno di chiusura.

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Il tempio della Fortuna Primigenia di Palestrina si articola su una serie di terrazze artificiali disposte sul pendio roccioso.

E' una grandiosa realizzazione architettonica della fine del II secolo a.C., anche se l'origine del luogo di culto risale ad epoca più antica.

Sulla terrazza degli emicicli, davanti all'esedra di destra, si conserva un pozzo identificato come quello in cui, secondo Cicerone, il nobile prenestino Numerio Sufficio avrebbe rinvenuto le sorti, delle tavolette di legno da cui si traevano auspici per il futuro.

Presumibilmente gli oracoli venivano redatti all'interno dello stesso pozzo da una figura femminile che si manteneva nell'ombra.

All'interno del pozzo si calava un fanciullo che, appena ricevuti i responsi, consegnava le tavolette a coloro che avevano posto le domande e che avevano fornito un degno contributo.

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Palestrina. Porta del Sole

La porta del Sole è una porta seicentesca delle mura della città di Palestrina.

E' stata edificata nel 1642 per volere dei Barberini, poi modificata agli inizi del XVIII secolo nelle forme attuali.

Ha un coronamento merlato e presenta un ricco portale affiancato da coppie di colonne doriche che sorreggono timpani spezzati. Questi sono poi inseriti in un timpano intero.

Al centro della portale si trova il simbolo del sole sormontato dallo stemma dei Barberini, le cui api furono eliminate nel 1798.

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Palestrina. Palazzo Colonna Barberini

 Palazzo Colonna Barberini occupa la terrazza superiore del santuario della Fortuna Primigenia a Palestrina.

Le forme della sua facciata seguono quelle della cavea dell'antico teatro.

Dalla strada sulla terrazza sottostante, si arriva attraverso una scalinata a doppia rampa al centro della quale è stato realizzato un pozzo quattrocentesco.

All'interno sono conservati resti di affreschi cinquecenteschi e una veduta di Palestrina agli inizi del Seicento.

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Roccasecca. Castello dei Conti d’Aquino

Intorno al 1000 i monaci di Montecassino si alleavano con famiglie nobili per colonizzare nuove terre, avere un controllo sulle popolazioni e per difendersi dalle incursioni dei barbari.

Anche a Roccasecca, quindi, il castello nasce nel 994 per volere dell'abate di Montecassino, alleato con la famiglia dei D'Aquino di Pontecorvo, sopra la rocca sul Monte Asprano.

Secondo una leggenda san Tommaso d'Aquino sarebbe nato in questo castello nel Duecento. Il castello perse il valore di controllo della valle nel XVII secolo, e rapidamente decadde.

Una torre cilindrica è ancora in piedi, mentre la struttura rettangolare è di matrice duecentesca, conservata in buono stato.

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Foto Nando Potenti
Arnara. Il Castello

Il castello di Arnara fu eretto sui resti della Torre longobarda. La costruzione del Mastio avvenne nell’XI secolo.

Quattro secoli più tardi vennero erette una serie di torri quadrate e una torre circolare. Le torri quadrate sono state inglobate nelle case e quella circolare fa parte della casa delle Suore del Preziosissimo Sangue.

Le prime notizie che si hanno sul castrum riguardano la funzione militare del paese. Il Castello, di cui ancora si conservano i resti, è in gran parte distrutto.

La più importante notizia del Castello è scritta nella cronaca di Fossanova dell’anno 1143, in cui si dice che la Torre di Arnara cadde forse per un attacco militare o forse per un terremoto.

Nel 1200 il castello subì una profonda opera di restauro e rinnovato parzialmente nei suoi apparati difensivi. Successivi interventi di ricostruzione sono documentati dall’apertura di una finestra arcuata in stile romanico.

Il castello rimase feudo della famiglia de Ceccano fino al Trecento, poi passò ai Caetani e successivamente ai Colonna che lo tennero fino al 1818 quando scomparve il feudo.

L’immagine del castello è caratterizzata da un grande e moderno serbatoio idrico costruito a forma di torre con tanto di merlature.

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