Larissa Museum Thessaly
Due milioni di anni in Tessaglia

Le grandi città del mondo antico come Roma e Atene sono bambine in confronto con i paesi della Tessaglia nella Grecia centrale.

L'area di Larissa, la capitale della Tessaglia, è stata continuamente occupata fin dal neolitico e ci sono recenti scoperte che risalgono al periodo Paleolitico.

La Tessaglia oggi è una provincia della Grecia e i suoi confini variano poco da quelli dei tempi antichi, alcune città sono scomparse, altre sono nate ma la geologia e la geografia rimangono le stesse. La pianura della Tessaglia è delimitata a sud dalle montagne e dai laghi di Kardiza.

A ovest si trovano i monoliti giganti di Meteora che sostengono i favolosi monasteri bizantini così famosi al mondo. A nord si eleva il Monte Olimpo mentre a sud-est la pianura termina con le acque del mare e le città di Volos, la mitica città si Tebe e da cui iniziano le avventure di Giasone.

Così le persone di Larissa e della Tessaglia hanno molto da ricordare ed essere orgogliose come inizio della civiltà in Grecia. Persone che lavoravano i terreni ricchi di pianura e adoravano i loro dei sui monti.

Circa 30 anni fa fu indetto un concorso per la progettazione di un museo per raccogliere il 'passare del tempo' in Tessaglia e in particolare la zona Larissa. La costruzione del museo è stata completata dieci anni fa mentre il museo è stato completato nel 2013. Si tratta di un museo ‘fresco’ e non esiste ancora un negozio del museo, un libro fotografico o un catalogo, anche se gli alberi di pino nel parco risalgono a 40 anni fa.

Il Museo Diacronico di Larissa in 11 sezioni racconta la storia della regione partendo, dalle prime tribù, e come i conquistatori hanno lasciato le loro impronte. Si inizia dalla Paleologia e si arriva al Neolitico per poi scivolare nella all'età del bronzo prima di incontrare i grandi periodi classica ed ellenistica. L'arrivo dei Romani è seguito dall'avvento del cristianesimo e poi il relativamente lungo periodo bizantino.

Ogni spazio si apre con la cultura del periodo descritta in modo da creare interesse e il visitatore si trova immerso nello sviluppo del genere umano della Tessaglila. Il tempo è compresso e a si ha l’impressione di scavare nel passato con una progressione apparentemente logaritmica.Un milione di anni di Paleolitico, diecimila di Neolitico, mille, un centinaio di anni, registriamo le variazioni dei popoli e lo sviluppo della tecnologia e stile di vita, come corriamo verso il ventunesimo secolo DC.

Una delle mostre più sorprendenti è la gamma di ciotole in ceramica fine del Neolitico, fino a 8.000 anni fa. Queste ciotole sono state realizzate in forni aperti a circa 850 gradi.

L'area della Tessaglia è rinomata per i suoi cavalli fin dall'antichità e ci viene ricordato che Bucefalo, il magnifico stallone di Alessandro Magno, veniva proprio da qui e per questo il cavallo è il simbolo della locale squadra di calcio e si trova nelle maglie dei giocatori.

Arriviamo al periodo di controllo turco e alla città di Ampelokia che per quasi cento anni dalla metà del 1700 è stata la prima cooperativa al mondo, e ha avuto un grande successo nella tessitura e in particolare la coloritura delle stoffe con un rosso particolarmente resistente che resisteva al sole.

Ancora oggi, guidando ad ottobre nella pianura della Tessaglia, si rimane colpiti dai molti campi di cotone e ogni strada ha un bordo bianco di cotone soffiato dai carri utilizzati nella raccolta.

La ricchezza di Ampelokia era venuta dalla capacità di colorare questo cotone con la loro tintura rizari ed esportavano il cotone filato e tinto nelle principali città europee. Purtroppo i coloranti all'anilina hanno sostituito i rizari nel 1800 ma la storia ci insegna che il rizari era il prodotto migliore.

Non solo per il colorante, la visita al Museo Diacronica di Larissa è un'esperienza davvero coinvolgente, quasi ogni mostra ha una storia che affascina. Non abbiate fretta di attraversare la Tessaglia andando alle Meteore, al Monte Olimpo o alla tomba di Filippo e prendere un giorno o più in questa città per godere della sua storia e dei suoi musei, tra cui la statua e il piccolo museo di Ippocrate che è morto proprio qui a Larissa.

E Mentre sorseggiate un caffè, cercate Antonis Karakonstatakis su Fb e andatelo ad incontrare per iniziare la vostra collezione di gioielli realizzati con i mosaici di pietra del Monte Olimpo.

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Gashi painted by Gjergj Kola
Albania da scoprire con i suoi grandi artisti contemporanei

Artisti e una mostra d’arte su Santa Madre Teresa di Gjergj Kola e di Hevzi Nuhiu per una Albania da scoprire insieme ai suoi grandi artisti contemporanei.

L’occasione della mostra era quella di festeggiare i 25 anni di relazioni diplomatiche tra l'Albania e la Santa Sede che si erano interrotte durante il comunismo. In questi anni due papi hanno visitato l’Albania: Papa Giovanni Paolo II nel 1993 e recentemente Papa Francesco e la santificazione di Madre Teresa ha unito le sponde del mare Adriatico.

Uno degli interventi più toccanti della mostra è stato quello del poeta Visar Zhiti, che è anche l’ambasciatore presso la Santa Sete. La storia di Visar è molto toccante perché da giovane è stato incarcerato dieci anni per una poesia. Dieci anni trascorsi in una cella per delle parole che, in fondo, sono parole d’amore dedicate alla vita. Ma quei dieci anni di sofferenze si ritrovano nella pace della sua voce e del suo sguardo che supera il momento e si incide nel cuore.

La parte pittorica, con i ritratti di Madre Teresa, è stata affidata alla maestria e alla sensibilità di Gjergj Kola, un artista albanese specializzato in ritratti. Gjergj dipinge le persone in uno stato di trance, entrando nello spirito di chi ha di fronte. I suoi volti colgono gli aspetti più profondi e arrivano direttamente al cuore del visitatore.

Accanto ai ritratti la mostra continua con le sculture di Hevzi Nuhiu Lavori direttamente scolpiti nel legno di ulivo che riportano ad una dimensione più materica di Madre Teresa e che creano un collegamento fra uomo e natura, fra divino e terrestre.

L’Albania da scoprire appare sempre di più come un paese effervescente, dove la cultura ha assunto un ruolo fondamentale nella nuova immagine che si sta costruendo. Poeti, musicisti, pittori e scultori sono chiamati a cambiare pregiudizi e superstizioni legati all’immagine di un paese chiuso e non aperto al mondo.

Non a caso il primo ministro dell’Albania è quel Edi Rama, pittore e artista lui stesso, che è diventato famoso quando da sindaco di Tirana ha iniziato a dipingere con allegri colori tutte le grigie case realizzate secondo uno stile anonimo durante il regime comunista.

Le celebrazioni continuano con un concerto al pianoforte del maestro Alexander Gashi la cui bravura gli ha portato una cittadinanza onoraria italiana. La musica di Gashi penetra con la stessa forza delle pennellate di Gjergj Kola che lo ha idealmente raffigurato in un ritratto insieme a Madre Teresa.

La grandezza dell’Albania da scoprire e l’alto livello raggiunto dai suoi artisti è ormai un fatto acclarato e uno dei maggiori artisti contemporanei è sicuramente lo scultore Helidon Xhixha, le cui opere si trovano esposte nei maggiori musei del mondo. Recentemente l’artista ha avviato una collaborazione per alcune opere nella collezione della Fiam, una importante impresa italiana attiva nel design del vetro. Vittorio Livi, fondatore dell’impresa di Pesaro, lo ha voluto per arricchire la sua offerta di opere e di specchi destinati ai mercati raffinati internazionali.

La cultura ha talmente assunto un ruolo fondamentale che il musicista e compositore Admir Shkurtaj ha realizzato l’opera ‘Il Naufragio’ dedicata alla tragedia dell’affondamento della motovedetta albanese Kater I Rades nel 1997. L’opera è già stata presentata alla Biennale di Venezia riscuotendo un grande successo.

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Priverno
Museo di Priverno ricordando Privernum

La strada che porta dal casello di Frosinone verso la località balneare di Terracina è un flusso continuo di auto e camion in ogni giorno d'estate, e quasi tutti i viaggiatori non prestano attenzione alle diffuse città dei Monti Lepini che punteggiano la basse delle colline e delle montagne più alte.

Ma in questo caldo giorno d'estate, poco prima di Ferragosto, la nostra meta non è il mare ma il borgo storico di Priverno, con il suo centro medievale e la sua antica storia dei Volsci e dei Romani.

Ci sono tre panchine di pietra, sul lato sinistro della piazza principale della città vecchia (Giovanni XXIII), in parte protette dal tardo sole del mattino da vecchi alberi sul bordo della strada. Cercate un posto auto. Un caffè al bar è seguito dalla possibilità di rilassarsi su una delle panchine di fronte alla cattedrale e di fianco al municipio. Dietro di noi sono ci proteggono la stazione di polizia locale e il Museo Archeologico.

Madri, bambini e uomini d'affari passano a piedi dando un caloroso benvenuto al funzionario della polizia locale in piedi vicino al bordo stradale. Lui conosce il suo lavoro e controlla le poche macchine parcheggiate irregolarmente in piazza. Cerchiamo di conoscere un po' più di questa piazza che è dominata architettonicamente dalla cattedrale e da Palazzo Antonelli (ora sede del Comune), quindi ci spostiamo per salire i 31 gradini della chiesa.

La prima impressione è quella di entrare in una stanza buia e, mentre gli occhi si abituano all'atmosfera, arriva una aria fresca di benvenuto nella pace sotto la tribuna dell'organo e del coro. Un lento giro della chiesa ci disvela un altare a sinistra della navata, mentre la cappella meglio illuminata è alla fine della navata laterale di destra, con le sue statue bassorilievo di San Tommaso d'Aquino e San Sebastiano. Sulla navata sinistra si trova una ispirante statua della Madonna Assunta in Cielo.

Ci sono molti dipinti, difficili da discernere nell'ambiente scuro illuminato suggestivamente da una moderno rosone circolare nella facciata proprio sopra il portale centrale. Due adolescenti sono seduti sul pavimento in una cappella laterale, forse solo assaporando il fresco, e rispettano la quiete della cattedrale. Noi accendiamo tre candele e offriamo una preghiera silenziosa. Poi, fuori, sperimentiamo di nuovo il calore del giorno che sembra essere aumentato. Immediatamente sulla nostra sinistra una scalinata sale verso l’interno del municipio.

Torniamo al nostro 'campo base' ed entriamo nel museo Archeologico. Sui tre livelli mostra tutta la sua 'ricchezza' proveniente dagli scavi intorno a Privernum. Si tratta di un eccellente museo, senza pari, che, in circa 20 camere copre la storia, la mitologia e l'archeologia della città a partire dal periodo della regina Camilla dei Volsci fino alla fine dell'impero romano. Ogni elemento in ogni camera a tema è illustrato e spiegato con relazioni.

Ci sono, purtroppo, solo un paio di panchine dove ci si può riposare e assorbire l'atmosfera. È evidente che questa mostra è stata accuratamente pianificata in ogni dettaglio. La responsabile che ci guida dichiara con orgoglio che il museo di Priverno da spazio alle donne e una stanza è dedicata esclusivamente al genere femminile. Forse lo stanno facendo per il mancato riconoscimento di millenni al potere e ai ruoli del secondo sesso.

Per il viaggiatore internazionale, c'è solo una sfida, tutte le descrizioni dettagliate sono in italiano per cui suggerisco di migliorare ulteriormente l'attrattività di questo museo e del centro storico di Priverno per un turista esperienziale come me. Eppoi, per le molte migliaia di italiani che passano Priverno per andare al mare, godetevi un meraviglioso monumento al passato romano nella piazza del Duomo a Priverno: basta suonare il campanello ed entrate.

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La Selva, un parco nato da un sogno di un principe

La Selva è un parco uccelli a Paliano, pochi chilometri a sud di Roma, ed ha una storia incredibile che mi è improvvisamente tornata viva pochi giorni fa durante l’apertura di una ‘Porta Santa’ nella natura.

L’occasione di celebrare un anno santo nel verde aveva attratto molte istituzioni pubbliche e cittadine e oltre 4000 persone erano accorse per ascoltare una messa celebrata dal vescovo su una spianata in mezzo agli alberi. Ho ritrovato tanti amici ma la mia attenzione è andata ad un elegante signore vestito di bianco che fissava la spianata con trepidazione.

Era il signor Manfredi Massimi Berucci, il miglior amico del principe Ruffo con il quale per molti anni aveva condiviso il sogno di trasformare questa area agricola in un parco destinato ad attività turistiche e ricettive. Per qualche anno anche io avevo diviso questo sogno con loro e mi faceva enorme piacere andare a omaggiare il signor Berucci.

Avvicinandomi avevo però avvertito una particolare tensione e non appena finisce di salutarmi mi dice “devo andare a dire qualcosa, non posso perdere il momento, devo essere concentrato”. E torna a fissare la spianata e i movimenti dei molti sacerdoti intenti alla celebrazione.

Al termine della messa il vescovo ha dato la parola al sindaco e all’assessore regionale per un loro saluto. Un sacerdote stava riponendo il microfono quando il signor Berucci in modo elegante ma determinato sale sulla spianata e prende il microfono per un suo saluto. Tutti restano un poco interdetti ma si comprende che l’intento non è violento e gli viene lasciato il tempo di dire qualcosa.

Avrebbe potuto dire mille cose, raccontare milioni di aneddoti ma la sua scelta è stata quella di portare i saluti del vecchio principe, che non vive più a Paliano, e di ricordare con gli occhi velati, le piantine di rosmarino, lavanda e mimosa piantate dai cittadini di Paliano seguendo le linee di architettura del paesaggio volute dal principe. Milioni di piantine che oggi sono parte del paesaggio ma che allora erano solo piccoli rametti su un prato senza particolare pregio naturalistico messe a dimora da cittadini coinvolti nel sogno.

Non sono riuscita a salutare Berucci e a ringraziarlo delle sue parole. Si è dissolto fra la folla dopo aver compiuto il suo dovere di passare il testimone ideale dal principe ai nuovi proprietari, dalla sua generazione a quella dei giovani attuali che hanno voluto inaugurare la stagione con un momento importante.

Questa poesia mi ha riportato in mente anni la mia relazione con La Selva che non si è mai spenta. Dalle finestre di casa mia ho la vista del parco ogni giorno, e ogni giorno provo emozioni nuove e ho sempre avuto la speranza di vederla rinascere.

Mi ero appena laureata e avevo lasciato casa di mia madre in modo ‘brusco’ e un signore dal portamento nobile, con uno sguardo che passava rapidamente dalla follia alla razionalità, mi offrì un lavoro e una casa nel parco. Era il principe Antonello Ruffo di Calabria ed io non avevo idea di quanto avrebbe cambiato la mia vita.

Il lavoro consisteva nel supportare la sua famiglia in un piano di trasformazione urbanistica, lavorando fra progettisti e amministrazione comunale, e nel supportare una impresa israeliana che si stava occupando del piano di marketing territoriale e del piano di sviluppo del comprensorio.

Ma come era nato il parco?

Non ho assistito alla formazione dei laghetti che il principe aveva realizzato molti anni prima sbarrando un emissario del fiume Sacco, e non avevo preso parte all’arrivo degli uccelli che erano frutto di un accordo con Fidel Castro. Non avevo preso parte al coinvolgimento degli artisti per creare strutture originali in cui gli uccelli potessero trovare cibo o riparo. Non avevo preso parte alla piantumazione della vigna o delle mimose.

Ma alcuni giorni potevo vedere Don Antonello su una jeep aperta che girava per la tenuta seguito da un trattore che doveva spostare una collina o formare una quinta per creare qualche nuovo scorcio. Ho assistito allo spostamento di molte quercine per poter far ingrandire un bosco da una parte e creare uno spazio per le attività ludiche dall’altra. Ho visto piantare chilometri di bambù per seguire i sentieri che il principe aveva segnato con il gesso per la campagna. Ho fatto i biglietti al parco quando il casello autostradale di Colleferro era il più intasato d’Italia a Pasquetta e il Primo Maggio.

Creare La Selva non è stata una operazione economicamente vantaggiosa per il principe. E ogni volta che si è trovato vicino a risolvere i suoi problemi economici è scappato dalla soluzione per paura di perdere il suo ‘giocattolo’, o che qualcuno glielo potesse rovinare. La sua non è stata una vita semplice con questo sogno che pendeva davanti al suo volto come una carota in una gara di conigli che non arrivano mai a prenderla.

Ha avuto paura tutta la vita che la speculazione prevalesse sulla bellezza. Arte e Natura si combinavano nella sua testa e non si è mai piegato al fascino del denaro, anche chiedendo sacrifici alla sua famiglia.

Le parole di Berucci hanno avuto un profondo significato per me. Una benedizione su quello che si sta facendo e un augurio di continuare un cammino intrapreso con amore da un principe visionario.

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798, un tocco di Cina a Roma

Quando Gavin mi aveva fatto vedere le foto del gruppo di artisti che aveva visto al 798 a Pechino ho avuto un attacco di gelosia. Le foto mi facevano vedere delle opere intriganti che gettano un ponte fra due culture che per anni sono stati distanti.

L’arte precede sempre le vicende storiche, gli artisti hanno come delle antenne in grado di percepire gli umori della storia e nelle loro opere si può sentire il divenire del tempo. Così dalle foto di Gavin avevo colto un interessante ‘fusion’ in cui nella tradizione cinese si inseriscono tratti della nostra storia artistica.

In questo modo è come se improvvisamente l’oriente diventasse familiare e noi possiamo aprire un dialogo con un intero continente. In fondo la Cina è ancora un punto oscuro per molti di noi e i pregiudizi coprono ogni possibilità di comprendere i fermenti che scuotono questo enorme paese.

798 è il nome del quartiere di Pechino in cui delle ex fabbriche sono state trasformate in laboratori e gallerie d’arte. Qui si possono trovare artisti e artigiani che si cimentano in stili anche molto differenti tra loro. Da quello che segue in modo quasi religioso la tradizione a quelli che sperimentano nuove forme e nuovi linguaggi visivi.

Una selezione di 34 opere di 32 artisti è arrivata in mostra in Europa e una di queste tappe è stata Roma dove abbiamo potuto visitarla nella splendida cornice della Società Geografica Italiana di Villa Celimontana. Vagando fra le sale piene di libri e di storia passata, le opere risaltavano in modo naturale, quasi a riportare quei libri al vero significato della geografia: la conoscenza di paesi e popoli lontani.

I quadri e le installazioni moderne si confrontavano con il passato ed il risultato era una sintesi della storia umana: l’arte unisce oltre ogni confine temporale e spaziale.

Abbiamo cercato di intervistare il curatore e speriamo di poterlo incontrare per sapere qualcosa di più dei singoli artisti. In alcune opere la figura della donna assumeva un ruolo così profondo nei confronti della maternità e dei legami con l’universo che vorrei approfondire la conoscenza dell’artista.

Bisognerebbe organizzare molti più eventi culturali e aumentare la conoscenza fra due culture, quella cinese e quella italiana, che hanno sicuramente lasciato una grande impronta nella storia dell’uomo.

Il quadro in foto è ‘One Love’ di Wu Mingzhong.

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Un'aquila d’oro dal tesoro sommerso di Atocha

Trovare un tesoro sommerso è il sogno di molti ragazzi e bucanieri.

Il sogno di Mel e Deo Fisher è diventato realtà quando nel 1985, dopo 16 anni di ricerche, hanno scoperto, sepolto nella sabbia vicino il relitto sommerso del galeone spagnolo 'Atocha', 13.500 carati di smeraldi provenienti dalle leggendarie miniere di Muzo in Colombia.

Dopo il recupero del tesoro sommerso, sepolto per oltre 360 anni, il secondo smeraldo più grande è stato battezzato con il nome di Atocha Star. Alcuni anni più tardi Deo ha fatto tagliare lo smeraldo che è passato dai 26 carati grezzi a una magnifica gemma di 12.72 carati, in cui ha visto la vita riflessa.

L'allegoria del tesoro sommerso ha avuto un altro percorso. Ron Shore, un uomo con la passione per la caccia al tesoro, ha avuto l’idea della più grande Caccia al Tesoro: la ricerca dell'Aquila reale. Il suo sogno era quello di creare una Aquila Maltese in oro massiccio, la più grande del suo genere in tutto il mondo, una squisita opera d'arte di enorme valore, un pezzo assolutamente unico da collezione. La sfida gli era nata dalla tragedia quando la cognata era morta di cancro al seno. La sfida era di creare questa aquila reale e di promuoverla come una scultura in oro.

Così aveva bisogno dei migliori scultori e orafi del mondo e li ha trovati. Ha trascorso quattro anni e migliaia di ore di ricerca e di sperimentazione prima che l'aquila allargasse le sue ali. Ha dovuto affrontare e superare tre ostacoli.

La struttura e la colata dell’Aquila Maltese con oltre 8 kg di oro di varia caratura, come oro 14 carati per il becco su una testa in oro bianco 18 carati, sono stati affrontati e superati da Kevin Peters, uno scultore di grande fama le cui opere sono esposti nelle gallerie più prestigiose e reali. Sono stati creati due stampi di fusione a cera persa durante un periodo di sei mesi, e il primo è stato sperimentato con l’argento.

Coloro che conoscono la fusione in bronzo sapranno comprendere la sfida di lavorare con oro di diversi carati. Per tutti gli altri, il processo si è svolto in 10 fasi ed è stato un tour de force tecnologico e artistico. Gli errori tecnici riscontrati nella fusione d'argento sono stati rettificate e la perfetta aquila d'oro è stata colata e rifinita.

Il secondo ostacolo è stato quello di decorare l’orgogliosa testa dell'aquila con diamanti per ricreare gli occhi attraverso i quali l'aquila comanda il mondo. Lewis Court è stato per molto tempo un allievo del grande argentiere Norman Brassant. Lewis ha accettato questa sfida e ha inserito due diamanti a forma di pera abbinati di 1,1 carati per gli occhi e ha poi decorato la testa in oro bianco dell’aquila con 763 diamanti per un totale di 56 carati.

Il terzo ostacolo è stato quello di cercare una magnifica gemma che provenisse da un tesoro sommerso. E Deo Fisher ha offerto il suo verde smeraldo Atocha Star, che ora è incastonato sotto la tutela di questa Aquila Maltese.

Questo tesoro, questa magnifica bellezza creato da tragedie storiche e recenti, è una vera favola della vita moderna. L'oro massiccio dell’Aquila Maltese non è un tesoro che chiunque può acquistare. Il suo valore di è stato stimato in oltre 6 milioni di dollari. Il suo fascino speciale è destinato ad un collezionista che capisce il valore di tale meraviglioso talento artistico oltre al valore intrinseco del prezioso oro, dei diamanti e dello smeraldo Atocha Star.

Per investitore seri interessati all'arte, l'aquila reale può essere vista previo accordo con Jon Fathom nella sua galleria, Fathomstone, a Whistler in British Columbia o contattando l'autore

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‘Quizling’ educare con il divertimenti nei Musei

Vorremo il meglio per i nostri figli e abbiamo bisogno di trovare un modo di educare con divertimento per farli crescere sani e curiosi.

Fra le nuove forme di 'edutainment' o 'infotainment' abbiamo trovato 'Quizling' un tool sperimentato in Australia per avvicinare i bambini al mondo delle visite guidate a musei, siti di interesse, luoghi storici, impianti sportivi, giardini, zoo, ecc.. Ognuna di queste istituzioni accoglie molte migliaia di bambini ogni anno.

Normalmente i bambini dovrebbero memorizzare migliaia di 'bit' di informazione da queste visite mentre la loro soglia di attenzione ‘non è alta’. Per questo il processo di apprendimento dovrebbe essere il più possibile vicino ad un gioco.

Per esempio, in Australia ci sono quasi 4 milioni e in Inghilterra ci sono oltre 8 milioni di studenti che compiono circa 4 escursioni all'anno. Le istituzioni più grandi, come i musei nazionali o i parlamenti di solito offrono tour talvolta non connessi al curriculum degli studenti. Salvo rari casi, quindi, non ci sono feedback per determinare se gli studenti hanno acquisito conoscenze durante la visita.

E' dimostrato che le mostre interattive e laboratori all'interno di museo e gallerie attirano l’attenzione degli studenti, ma non è facile attrezzare laboratori per i bambini a tutte le ore del giorno. Così come si possono giustificare queste gite nel bilancio della scuola?

Questa domanda è stata posta a due insegnanti di scuola australiani e la loro risposta, in linea con lo stile di vita e le aspettative dei bambini di oggi, è Quizling, un nuovo strumento per educare con divertimento usando i quiz. Una app con una innovativa piattaforma di apprendimento basata sui quiz, che permette agli studenti di ottenere il massimo giocando e condividendo i quiz su dispositivi mobili.

L'applicazione è scaricabile gratuitamente e gli utenti hanno accesso immediato a centinaia di quiz, anche su argomenti accessori come quelli sportivi. L’impegno è potenziato da una competizione amichevole e una condivisione sociale (tutto in un ambiente sicuro per i bambini). D’altra parte già alla fine del 2012, secondo il Daily Mail, la media dei bambini di dieci anni che possiedono un dispositivo mobile si avvicina al 50%. Il mercato è poi in crescita da quando molte scuole hanno adottato politiche di BYOD (Bring Your Own Device) sin dalle scuole elementari in molti paesi.

Lo strumento di educazione quiz Quizling è stato già testato e sperimentato con organizzazioni come la Zecca Australiana che ha creato avvincenti quiz sulla storia della moneta e sulle caratteristiche di monete e banconote australiane.

La Zecca incontra una vasta gamma di pubblico, da governi e banche centrali stranieri (per le quali produce moneta), a numismatici (collezionisti di monete). Molte migliaia di persone visitano il suo sito a Canberra e circa 70.000 studenti delle scuole superiori. La visita di solito dura meno di un'ora, per cui la densità di comunicazione è alta e, di norma, la conservazione dei dati è bassa.

L'app Quizling è un modo moderno di aggiungere valore al prodotto turistico, e ha permesso alla Zecca di ‘infilare’ conoscenza sulle monete e direttamente nei telefoni delle persone e "speriamo di aver creato un rapporto duraturo così che i visitatori diventino ambasciatori nella propria comunità e consiglino di visitare la Zecca".

La Zecca ha visto l’opportunità di docenti che utilizzano l'applicazione per condensare l'apprendimento e distribuire contenuti nel corso della visita, "possiamo prevedere che l'insegnante relazioni sulla visita, incoraggiando gli studenti a usare il loro dispositivo per ripassare le informazioni. Quindi questi divertenti quiz sono una vera opportunità di apprendimento". Fare quiz è una fonte di divertimento come è dimostrato da molti giochi web basati su giochi da tavola, per cui vi è poca resistenza anche da parte degli studenti più recalcitranti.

 

Quindi quali sono le caratteristiche uniche di questo innovativo strumento didattico basato quiz?

1. Canali per le istituzioni per l'invio di quiz di qualità a studenti, docenti e genitori

2. Accesso alle risposte da parte di studenti, genitori e insegnanti

3. Feedback per genitori e insegnanti in merito al valore di apprendimento di una particolare esperienza

4. Aumento dell’appeal delle istituzioni

5. Dati e analisi utili alle istituzioni culturali, genitori e insegnanti

6. Divertimento, impegno creativo per gli studenti anche oltre il curriculum formativo.

I mercati di riferimento di Quizling sono quattro:

• Gli studenti e i bambini che possono scaricare il quiz gratuitamente e le cui risposte sono registrate e memorizzate

• I genitori interessati nello svolgimento dei loro figli che possono acquistare con una piccola sottoscrizione l’accesso ai risultati e soluzioni

• Gli insegnanti e le scuole i cui interessi sono le prestazioni dei loro studenti, cioè i risultati e le analisi, e migliorare quindi la qualità dei programmi educativi

• Le istituzioni che diventano ‘Innovation Partner’ e utilizzano l'app Quizling per espandere il loro mercato di riferimento e aumentare il fascino dei loro prodotti.

L'app si rivolge a studenti della scuola primaria e secondaria, ai loro genitori, agli insegnanti e a chi vuole stabilire un legame diretto con gli studenti in un formato didattico divertente.

Naturalmente può essere ampliato per qualsiasi fascia di età, anche per professionisti. Ogni azienda può iscriversi e presentare quiz per il proprio target di riferimento. Un programma di Partner Innovation è sviluppato appositamente per le organizzazioni educative, come musei e gallerie, ed è impostato per ampliare ulteriormente la qualità e la divulgazione dei contenuti.

Mentre i programmi di quiz esistenti sono realizzati in lingua inglese e il test del prodotto finale è in corso in Australia, Quizling è interessata ad espandere il suo programma in altri paesi e diventando multilingue. Se sei interessato a far parte di questa storia di successo come un affiliato, istituto o dell'autorità scolastica,contattate Dion Oxley a Quizling su Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e intanto testate la app Quizling!

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Tokyo: la libreria Morioka vende un solo libro a settimana

Il segreto dell’evoluzione è l’adattamento e il cambiamento, così il libraio Morioka di Tokyo ha aperto una nuova  libreria originale dove vende un solo libro alla volta.

“Issatsu, isshitsu”, ovvero “una stanza, un libro”, è il suo motto che nasce da riflessioni con un gruppo di creativi su come aggiornare il ruolo delle librerie nell’era digitale. Cosi mentre si digitalizza tutto il sapere e i libri si leggono sempre di più attraverso sistemi elettronici, Morioka lancia un’esperienza avvolgente da vivere attorno alla carta stampata.

Sceglie un libro a settimana e lo posiziona al centro di una stanza arredata in puro stile minimalista giapponese: pavimento in legno e cemento, mura bianche e qualche oggetto d’arte in armonia con il libro. La stanza è in uno dei quartieri più lussuosi di Tokyo, Ginza, in uno dei pochi palazzi che sopravvissero al bombardamento, all’indirizzo: Chuo-ku, Tokyo 1-28-15, Suzuki Building.

Il libro sembra una opera d’arte e così viene trattato creando eventi per una settimana. Per prima cosa i clienti possono fare domande sul testo e sull’autore e sul perché della scelta della settimana. Un po’ come accadeva anni fa con le piccole librerie in cui il libraio aveva scelto personalmente tutti i libri e si entrava in libreria per avere consigli, scambiare riflessioni e incontrare persone affini a noi. Quel modello, entrato in crisi con le vendite on line e con le grandi catene distributive, viene in questo modo recuperato portandolo ad una dimensione più alta: quella dell’arte.

Il libro torna ad essere un’opera d’arte non solo per le parole al suo interno ma anche come oggetto di culto. Morioka definisce questa idea come una “Rigenerazione dell’atomo di un libraio: una libreria con un unico libro”: una rigenerazione nata anche da una grande voglia di relazionarsi con i clienti scambiando idee, emozioni e consigli di lettura.

L’idea è geniale. Quando tutti sono abituati ad avere ogni informazione disponibile sul web, quando si perde il contatto con la carta stampata e la soglia di attenzione delle generazioni digitali diventa di pochi secondi, questa libreria dona emozioni reali.

Una “libreria slow”, dove gustare con calma il piacere di conoscere un libro e il suo autore, di scambiare lunghe riflessioni sulla lettura in un ambiente caldo ed essendo circondati da arte vera.

Una libreria originale da riproporre in ogni città e paese del mondo!

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