La lampuga, il pesce settembrino
La lampuga, il pesce settembrino

La lampuga, il pesce settembrino da aperitivo

La lampuga compare come d’incanto a fine agosto e, nello stesso modo, ci abbandona ai primi freddi. Si chiamano pesci di passo perché sono di ‘passaggio’ proprio come gli uccelli migratori e segue le correnti calde seguendo percorsi che sembrano disegnati su una mappa.

È un pesce pelagico dalle carni bianche e delicate, un tempo presente soprattutto nei mari del Meridione, ma oggi lo si trova un po’ dappertutto. Un pesce buonissimo, che costa poco — il che non guasta — e che si presta a tante interpretazioni.

In Sicilia lo sposano con la cipolla rossa in agrodolce, aceto e zucchero. Io lo sto interpretando in diverse soluzioni. È ottimo anche il suo ragù, ma quello che più mi ha entusiasmato è una sorta di finger food di casa nostra.

Al Ghetto si fa un pane tipico romano, l’osso, una sorta di filone a lievitazione naturale. Quello avanzato dal giorno prima è perfetto come base.

Come preparare una lampuga indimenticabile

Sopra, il filetto di lampuga, insieme a un mix di verdure grigliate e crude, quasi a formare un’insalata.

Un consiglio: attenzione alla cottura del filetto. Appena un paio di minuti, non di più. Poi si sfuma con un po’ di vino bianco e si aggiunge della cipolla rossa tagliata sottilissima. Si lascia raffreddare e poi si compone il tutto.

Melanzane e zucchine tagliate al velo e poi grigliate, pomodori San Marzano tagliati a cubetti, peperoncino fresco e basilico.

Un boccone semplice, stagionale, romano nell’anima e mediterraneo nel carattere.

Da bere, un Alcamo Bianco Vendemmia Tardiva.


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Scritto da
Dario Magno

Semplice spadellatore casalingo, fin da bambino sono stato affascinato dall’odore dei banchi del mercato al mattino presto: sono fonte di ispirazione. Il piatto che porto a tavola la domenica è...

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