Norma. Fontana di piazza Caio Cestio

La fontana di piazza Caio Cestio di Norma risale al 1898 e come tutte le fontane segnava l’arrivo in città dell’acquedotto.

Si trova lungo il corso principale proprio di fronte alle scuole del paese.

La fontana è caratterizzata da una vasca con una particolare forma sinuosa di una composizione di 4 vasche circolari in marmo bianco che si uniscono.

Al centro una colonna in travertino e in altre pietre di colore ambrato che termina con una palla di bronzo.

L’acqua fuoriesce da quattro maschere con figure femminile ciascuna delle quali alimenta una delle quattro vasche.

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Ventotene. Cisterne Romane

Nella zona centrale dell’isola di Ventotene si trovano le cisterne romane che erano il cuore del sistema idrico e che garantivano l’approvvigionamento nelle zone abitate.

Le cisterne sono due enormi serbatoi capaci di raccogliere direttamente le acque piovane e indirettamente quelle di filtrazione grazie alla loro particolare struttura.

La Cisterna di Villa Stefania si estende per circa 700 mq mentre quella dei Detenuti si estende oltre i 1200 mq l’altra. Entrambe sono ancora intatte grazie al loro rivestimento in cocciopesto.

Le cisterne romane: da acquedotto a carcere

In un’isola priva di sorgenti naturali il problema dell’approvvigionamento idrico è fondamentale per la vita.

Gli ingegneri romani progettarono e realizzarono una mirabile opera con grandi bacini a caduta che raccoglievano l’acqua piovana, la convogliano in una vasca di decantazione per trattenere i detriti e poi la immagazzinavano in una serie di grandi cisterne sotterranee scavate nel tufo.

Una serie di condotte distribuiva poi l’acqua dalle cisterne a tutta l’isola con un perfetto equilibrio di pendenze ben calcolate in cui l’acqua non stagnava e non correva troppo veloce.

I romani sono riusciti a garantire la conservazione e la potabilità dell’acqua nelle cisterne grazie all’impermeabilità delle pareti rivestite di cocciopesto, frammenti di laterizi legati con malta, e alle pendenze della cisterna che favorivano il movimento e la circolazione dell’acqua sfruttando il diverso peso delle acque alle diverse temperatura.

Le cisterne avevano poi un ricambio costante di aria e le presenze di capitoni che garantiva pulizia e continua ossigenazione.

Nel ‘700 i Borboni per il loro progetto di comunità sociale per Ponza e Ventotene chiamano al lavoro 100 forzati che vennero alloggiati in una delle antiche cisterne dell’isola che da quel momento lì prenderà il nome di“Cisterna dei Carcerati”.

Oggi è ancora visibile l’opera di questi uomini che tentarono di rendere la loro prigione una dimora più accogliente.

Sono visibili disegni di paesaggi che forse rievocano i loro paesi d’origine, graffiti con il chiaro messaggio di libertà come barche e scalinate che conducono verso il sole.

Una serie di numeri consecutivi in una delle gallerie più esterne fa penare ai giacigli dei carcerati e in quella che forse era l’infermeria.

Finita la costruzione della Ventotene Borbonica i galeotti lasciarono l’isola e la cisterna venne abbandonata, ma la sua storia ancora oggi riempie lo spirito dell’Isola amata dai Borboni.

 

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Ventotene - Monumento al Manifesto by Ettore Caratelli
Ventotene - Monumento al Manifesto by Ettore Caratelli

Il monumento al Manifesto di Ventotene è una stele per ricordare il Manifesto per un’ Europa libera, unita e pacifica.

il Manifesto era stato scritto da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi e Ursula Hirshman durante il loro confino sull’isola.

E' considerato l'inizio della moderna Europa.

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ph Luigi Versaggi
Ventotene. Faro

Il faro di Ventotene è una torre cilindrica alta 21 metri che si eleva su un edificio bianco e segna l’ingresso al porto romano.

Una balconata delimita la lanterna che emette il fascio luminoso alimentata dalla rete elettrica visibile in lontananza per guidare le navi nel porto.

Il faro è entrato in funzione nel 1955 .

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Ventotene - Municipio e Castello by Ettore Caratelli
Ventotene - Municipio e Castello by Ettore Caratelli

Il grande palazzo al centro di Ventotene era il castello e il fulcro dell’antica città borbonica, e oggi è sede del municipio di Ventotene.

Un edificio semplice e massiccio, i tre piani terminano con merli e sono alleggeriti da semplici aperture che si ripetono con regolarità.

Il marcapiano merlato segna l’originale altezza del forte borbonico che poi è stato sopraelevato di due piani.

L’ingresso avviene da un semplice scala che superando l’antico fossato arriva direttamente sulla piazza principale.

 

 

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Bassiano. Auditorium

All’interno di Palazzo Caetani di Bassiano si trova un piccolo auditorium con accesso dal lato della piazzetta del comune.

L’auditorium è collegato al Museo delle scritture e lo completa nel suo ruolo di promotore della cultura e di centro sociale di Bassiano.

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