Castel Madama. Pera Spadona

La Pera Spadona di Castel Madama, della Famiglia delle Rosaceae, è tutelata patrimonio della biodiversità agraria.
La Pera Spadona, coltivata nell'Agro di Castel Madama e nella zona pedemontana della Sabina, è conosciuta con l'appellativo di stuvaletta (o stualetta) poiché è stata prodotta per la prima volta nella prima metà dell'800 da un contadino soprannominato appunto "de Stualetta". Il contadino aveva innestato, per prova, una pera comune con un'altra di natura selvatica e l'ibrido si rivelò sorprendentemente ricco di qualità organolettiche e gastronomiche.

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Canale Monterano. Associazione nazionale ‘Città del pane’

Da oltre 400 anni Canale Monterano è famosa per il suo pane: farine eccellenti (grano di Canale), lievito madre, acqua, forno a legna, niente sale.

Fare il pane è un’arte e per questo è nata l’associazione che lo promuove. Il pane di Canale Monterano rappresenta la sua cultura e l'identità di un territorio.
 

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Arsoli. Fagiolina di Arsoli

La fagiolina di Arsoli è una delle prime varietà di fagioli coltivati in Italia a partire dal 1552 quando Carlo V li portò in dono al Papa di dalle Americhe. In un documento dell’epoca si trova come il papa dovesse interessarsi dei numerosi furti della fagiolina di Arsoli e dovette inviare due magistrati.
Il fagiolo è bianco leggermente appiattito e la pianta è rampicante e può raggiungere i tre metri e mezzo e in passato era coltivata in associazione con il mais per sfruttare il supporto di questo cereale.
Ad Arsoli si svolge ogni anno la ‘Sagra della Fagiolina’ e la si gusta nella pignatta di terracotta in una zuppa con le ciciarchiole (quadrati di pasta fatta in casa) o in umido con cipolle, olio extravergine di oliva, pepe nero e pane raffermo.

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Ardea. Farro

Nel periodo arcaico, XI-X secolo AC, queste aree erano già famose per l’abbondante produzione di farro. Le eccedenze venivano commercializzate o barattate con i popoli confinanti e con i mercanti che giungevano via mare.
Nell’Eneide, che si conclude con l’arrivo di Enea in questa area, Virgilio dedica lodi alle focacce di farro. Queste venivano fatte a forma di vassoio in modo da contenere il cibo.
Focacce e minestre di farro erano la dieta principale dei legionari romani che qui si sono allenati prima di imbarcarsi con Ottaviano Augusto per la conquista d’Egitto.
Il farro di Ardea era decantato da Apicio in una sua antica ricetta: “… il farro con aggiunta di miele, farina di fagiolo e di farina di pesce, si ottiene un pasto degno della mensa dell’imperatore”.
Pani e focacce di farro riproducenti sembianze umane venivano offerte in voto alle divinità locali (usanza che ancora si trova a Frascati).
L’espansione dell’Impero romano modificò anche le abitudini alimentari e si iniziò ad importare il grano, un tipo di frumento originario dei paesi medio-orientali. Il farro per è stato ancora utilizzato in ambito locale per uso religioso e terapeutico. Oggi è tornato famoso come sostituto contro molte intolleranze alimentari.

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Birra Artigianale
Birra Artigianale

Alcuni ragazzi di Arcinazzo Romano hanno creato la Beer firm Maese di birre artigianali, le uniche che fanno sentire i profumi del territorio. Realizzano tre tipi di birre aggiungendo prodotti del territorio per dare il tocco finale: una Blanche con farro monococco, una Irish Red Ale con miele di castagno e una IPA con mais Agostinella.

La produzione di farro e di castagne è proprio di Arcinazzo Romano, mentre il mais Agostinella è tipico della vicina Vallepietra.

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Allumiere. Le Castagne

I boschi di Allumiere per secoli hanno nutrito gli abitanti con il loro frutto più prelibato: le castagne.

Non a caso il castagno veniva chiamato ‘Albero del Pane’ e la farina di castagne poteva supplire alla mancanza di altre farine realizzando sia piatti dolci che salati.

Inoltre il legno dell’albero era pregiato per le costruzioni, per il fuoco e per il tannino utilizzato nella concia delle pelli.

Le castagne hanno proprietà energetiche e remineralizzanti e sono ottime per la circolazione venosa e i reumatismi.

Ad Allumiere ogni anno si tiene la Sagra della Castagna e del Pane Giallo.

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Fagioli Borlotti Regina (Gialloni)
Fagioli Borlotti Regina (Gialloni)

Un tempo i fagioli erano un elemento vitale per gli abitanti di Agosta i cui terreni sono particolarmente idonei a questa coltivazione e innaffiati con le acque dell’Aniene. Il nome “regina” deriva dalla sua squisitezza che lo rende degno di essere il cibo di una ‘regina’. Ad ottobre il fagiolo si festeggia con una sagra.

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Accumoli. Cicerchia

La cicerchia è un legume secco di forma lenticolare irregolare, colore beige non uniforme.

Da sempre questo legume viene coltivato nelle aree montane di questa zona di Accumoli. I legumi sono sempre stati una componente fondamentale nella dieta delle popolazioni povere e sono alla base di numerosi piatti tipici locali.

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