Nike Borghese Giubileo Australiano
Le celebrazioni australiane per il giubileo di Papa Francesco

Il Giubileo Australiano ha un suo proprio spirito e verso la fine dell'Anno della Misericordia si celebra in modo speciale con tre dei suoi migliori artisti: Nike Borghese, Kevin Brophy e George Palmer.

La performance, chiamata 'Faces of Mercy ", si è tenuta a Sydney il 23 ottobre e sarà a Roma nel mese di novembre, presso l'Australian House direttamente nel cuore della cristianità.

I ‘Volti della Misericordia’ è una performance che risponde alla chiamata di Papa Francesco di 'annunciare la misericordia di Dio come il cuore pulsante del Vangelo' e che per questo ha proclamato un giubileo straordinario per 'guardare con più attenzione alla misericordia'. Le parole del Papa:

Se apriamo i nostri cuori a quelli ai margini della società, allora possiamo vedere quante sono le ferite sulla carne di coloro che non hanno voce perché il loro grido è soffocata dall'indifferenza dei ricchi.

La grande novità di questo Giubileo è il fatto che ogni chiesa può festeggiare il proprio anno di misericordia e questo ha portato meno pellegrini a Roma ma più attività in tutto il mondo. Questo è il motivo per cui anche l'Australia, dove la fede cattolica non è dominante e la distanza dal Vaticano è di diverse migliaia di chilometri sulla terra e sul mare, ha progettato la propria festa nella Cattedrale di St Mary a Sydney.

John McCarthy, il precedente ambasciatore australiano presso la Santa Sede, ha concepito lavoro artistico basato su un dipinto originale, la poesia e una composizione musicale. Voleva riflettere l'attuale spirito dell’Australia, un paese in cui l'arte è nella sua età dell'oro e molti artisti sono arrivati sulla scena internazionale. John ha scelto artisti di talento tra i suoi collegamenti fra Australia e in Italia.

La performance ha coinvolto tutti i sensi del pubblico attraverso una combinazione di immagini, suoni e parole ispirate. Per creare il trittico che ‘imposta la scena', ha invitato la principessa Nike Arrighi Borghese di Artena, che è cresciuta ed educata a Sydney. Nike indaga a fondo il tema del comportamento umano, dalla disperazione alla misericordia fino all'amore, in un grande quadro suddiviso in tre parti con un dominante blu intenso che guida il visitatore verso la Gioia.

Il poeta Kevin Brophy ha scritto il 'libretto', una raccolta di sue poesie, di preghiere di Papa Francesco e il Salmo 69.
George Palmer ha trasformato queste immagini e la poesia per creare una musica ispiratrice. Il suo collegamento con l’arte è davvero interessante. Prima di arrivare ad essere compositore di musica a tempo pieno, era un giudice della Corte suprema del NSW, ben noto a John McCarthy per essere un ‘Consigliere della Regina’.

La composizione musicale ha combinato la voce parlata delle poesie di Kevin Brophy con le canzoni per un soprano e il coro della cattedrale. Cinque strumenti d'archi e fiati hanno creato lo spirito e il sottofondo musicale. L’esito di questo impegno creativo è stato una in tre parti, 'cantata' compresa la voce parlata.

La composizione è stata prodotta e diretta dal direttore artistico australiano Michael Campbell. Il luogo della performance è stato la cripta della cattedrale e questo ha esaltato l’aspetto mistico della manifestazione.

Santa Maria è una tradizionale cattedrale neo-gotica e la cripta sottostante ricorda alcune chiese medievali Italiane. Eppure, si tratta di una struttura relativamente moderna costruita sulla 'calda' roccia arenaria di Sydney in oltre 100 anni dal 1865. L'arenaria nella cripta reagisce alla luce su di essa creando emozioni che riflettono i temi in ogni fase della performance.

Le parole del Papa Francesco e le canzoni sono state eseguite da Amelia Farrugia, un soprano molto amato dal pubblico australiano, che si era esibita come solista alla Messa Finale per Papa Benedetto XVI, e nel Festival di Spoleto.

Sono stato estremamente felice di assistere allo spettacolo e sono sicuro che sarò a Roma il 17 novembre 2016 per condividere con mia moglie in Italia il vero Spirito Australiano del Giubileo.

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San Pietro
Ottobre: in cammino verso Roma sui Sentieri Medioevali

Perché migliaia di persone si incamminano ogni giorno lungo sentieri medioevali arrivare alla loro meta finale, per compiere un pellegrinaggio che non è solo religioso?

Chi viaggia camminando compie due viaggi: uno nel mondo reale e uno dentro se stesso. Ma vediamo dove inizia questa storia che porta a Roma, Santiago de Compostela e Gerusalemme e che ha un suo momento speciale ad Ottobre con il programma “Tutti i Cammini portano a Roma”.

Il Cristianesimo si afferma dopo la caduta dell’impero romano. Le grandi vie consolari erano percorse dai barbari, in declino per mancanza di manutenzione ed erano diventate pericolose. Le persone correvano il rischio di essere aggredite e depredate e fitti boschi tornavano ad occupare le terre un tempo coltivate dai romani.

La popolazione abbandona i fondovalle e cerca riparo nelle alture, spesso attorno a Pievi di campagna o ad abbazie. I monaci guidano alla rinascita: avviano un nuova attività di gestione delle campagne e di protezione delle popolazioni attorno alle chiese. Attorno alle chiese nascono i ‘castrum’, ossia piccoli castelli fortificati che dopo il mille diventeranno sempre più imponenti, collegati a qualche grande monastero.

Questi castelli rappresentano l’inizio del sistema di comuni italiani e sono collegati fra loro attraverso sentieri lungo i quali passavano uomini, merci e idee. Il Cristianesimo si diffonde lungo questi cammini e, come tutte le religioni, porta la necessità di compiere viaggi spirituali attorno a dei luoghi simboli come le tombe dei santi: San Giacomo, San Pietro e il Santo Sepolcro che corrispondono a Santiago de Compostela, Roma e Gerusalemme.

Una fitta rete di strade medioevali porta in queste tre mete e le due grandi direttrici Nord-Sud ed Est-Ovest, sono le principali vie per secoli e sono percorse da milioni di pellegrini, di commercianti, di papi e di imperatori. Lungo queste strade nascono luoghi di ristoro, ospedali, locande e piano piano si forma l’Europa.

E come queste strade si erano formate per scappare alla paura delle invasioni e alle devastazioni, con la pace del Rinascimento i castelli si trasformano in palazzi signorili, si ripopolano le valli e inizia una nuova pagina per la storia.

Roma è un punto nevralgico, non è solo la tomba di San Pietro ma è il centro attivo e pulsante del Cristianesimo. Attorno alla città il reticolo di strade è più fitto e ogni strada ha una sua particolare emozione.

Il cammino di San Francesco e quello di San Benedetto sono sentieri medioevali che ripercorrono la vita dei due grandi santi che hanno lasciato profonde tracce dentro e fuori l’animo umano.

La lunga via Francigena parte da Canterbury e arriva a Roma e un’altra via parallela collega i paesi baltici, la Germania e l’Austria con Roma. A sud di Roma, la Via Francigena Sud è una fitta rete di sentieri medioevali e di strade consolari connette Roma con Brindisi e con la Sicilia, i porti da cui poi ci si imbarcava per il Santo Sepolcro.

Tornare a percorrere un cammino significa tornare improvvisamente a riscoprire le proprie radici e, in fondo, la nostra identità. Camminare in silenzio lungo sentieri che attraversano piccoli borghi significa fare due viaggi: uno fisico in territori ancora non contaminati e uno interiore alla scoperta di se stessi. La velocità di una visita è inversamente proporzionale alla meditazione e assimilazione culturale.

Il sito www.camminidiroma.it ha mappato questi sentieri medioevali della storia e della spiritualità attorno a Roma e propone una settimana di cammini che termina con un incontro fra i pellegrini e il Papa, riprendendo lo spirito più autentico del viaggio interiore alla scoperta di se stessi.

Anche Sant’Agostino scriveva: “Eppure gli uomini vanno ad ammirare le vette dei monti, le onde enormi del mare, le correnti amplissime dei fiumi, la circonferenza dell’oceano, le orbite degli astri, mentre trascurano se stessi”.
“Caminante no hay camino, se hace camino ad andar” (Antonio Machado)

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The Water Diviner
The Water Diviner

Per noi Italiani Gallipoli è una splendida località balneare della Puglia, per gli Australiani è una penisola in Turchia, un simbolo e una ferita ancora profonda da oltre un secolo e la fondazione dell’ANZAC (Armata Australiana e Neo Zelandese).

Forse per questo motivo la IX Rassegna di Cinema Australiano ha aperto a Roma con un toccante film di Russell Crowe, ‘The Water Diviner’, che racconta la storia della battaglia fra Turchi e ANZAC da una prospettiva inusuale.

Non solo uno dei migliori film che ho visto, ma un film che lascia capire lo spirito Australiano. Con immagini e prospettive sceniche che danno uno spaccato del modo di sentire Australiano: intrepido, senza paura ma guidato da un senso del dovere e dal vero senso del termine australiano mateship (cameratismo, amicizia). Si deve fare quello che si deve fare. Non si deve titubare, la vita non lascia scampo: nella tempesta di polvere della natura come nella tempesta di proiettili degli uomini.

La storia è un intreccio di amore fra due grandi e orgogliosi paesi: Australia e Turchia. Amore declinato in tutti i modi: verso il coniuge, i figli, la patria, Dio e l’amico. E alla fine è l’amore per la vita che trionfa.

Un padre aveva tutto quello che si può desiderare, una bella moglie, tre figli maschi e una fattoria in uno dei luoghi più magici del mondo, l’entroterra Australiano. Una natura attraentemente aspra, un cielo stellato e tempeste di polvere.

Per una logica che non si riesce a capire, e che durante tutto il film viene ricercata sia dal padre Australiano che dai soldati, uomini, donne e bambini Turchi, che lo aiuterà, Russell Crowe perde tre figli in una battaglia di Gallipoli in Turchia e resta con una splendida moglie in Australia che non regge al dolore e si suicida.

Non gli resta nulla, non ha nulla da perdere e decide di ricomporre la sua famiglia andando a riprendersi i corpi dei suoi tre in Turchia figli per seppellirli in Australia vicino alla madre.

Ma che cosa è Gallipoli in Turchia? Una penisola in cui si sono morti quasi 10.000 soldati dell’ANZAC e 60.000 soldati turchi. Il primo sbarco con mezzi anfibi in una spiaggia. Una delle battaglie più cruenti della Prima Guerra Mondiale. E’ una domanda inevasa alle ragioni per cui l’uomo si comporta come ‘Homo homini lupus’ (un uomo è il lupo per un altro uomo). Per quei soldati era solo senso del dovere.

Russell Crowe va in Turchia e da questo momento il film diventa poesia assoluta.

Il presente piano piano prende il sopravvento sul passato e, mentre riesce a trovare uno dei suoi figli ancora vivo in un piccolo monastero dell’Anatolia, un nuovo amore può sbocciare e da due famiglie troncate dalla guerra ne può nascere una nuova.

Immagini di natura sensoriale che rendono possibile la ricerca si intrecciano lungo il film: il rabdomante, il sognatore, la lettura dei fondi del caffè. Dietro la fine poetica c’è la realtà di quanto le comunità australiane e turche siano venute vicino grazie alla poesia di Ataturk e il matship (cameratismo) degli Australiani.

Quando il film è finito avrei voluto rivederlo di nuovo. Ma la serata si è conclusa in bellezza con chiacchiere fra amici all’Isola Tiberina, uno dei luoghi più belli di Roma. Un ringraziamento all’Ambasciata Australiana che con questi eventi fa conoscere questo grandissimo paese da insolite angolazioni e ci delizia serate interculturali.

Si ringrazia l’Ambasciata Australiana per contribuire alla promozione dell’Australia e del suo spirito

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Fuori Museo in Trani
Tornare a Trani per l’arte di Piovani al Fuori Museo

Siamo tornati a Trani per goderci il concerto di Nicola Piovani al Fuori Museo, all'aria aperta di fronte alla spettacolare cattedrale di San Nicola Pellegrino.

Il concerto fa parte del programma ‘Fuori Museo, Eventi d'Estate’ organizzato dalla Fonazione SECA che gestisce il Polo Museale di Trani.

Dopo una serata di musica coinvolgente e una cena iniziata ben oltre la mezzanotte, il giorno seguente ha portato poca attenzione ai travagli di scrittura creativa, e fino al tramonto sono andato alla deriva in città e passeggiavo sul belvedere per ammirare l'ultimo tramonto sulla cattedrale.

Il porto di Trani è un piccolo gioiello, con la sua flotta di barche da pesca e il nastro continuo di ristoranti che avvolgono le acque tra le braccia. E che sprigionano, dalle loro cucine, l'aroma delle pescato delle barche ormeggiate al poto nella zona del molo più vicino alla cattedrale.

Mentre camminavamo sul belvedere, sempre più persone stavano arrivando sul porto, ora chiuso al traffico. Per rilassarci abbiamo ricercato un caro ricordo dalla nostra ultima visita, eppure era solo un bar. Il Bar Caffe Nautico di Paolo si trova più seguendo i suoni di Haydn che la segnaletica e mentre ci avvicinavamo allo stretto ingresso, siamo stati accolti calorosamente dal proprietario seduti ad un tavolo libero di fronte al bar. Un momento dopo è ricomparso con mio biglietto da visita Energitismo, conservato dalla nostra una visita precedente.

Paolo riconosce istintivamente che forse Haydn non è l'accompagnamento ideale per un rinfrescante bicchiere di eccellente rosato locale e subito la marcia da Aida risuona attraverso il cielo della sera. Nella mia mente già vedo elefanti e giraffe, tra un viale di creature di Noè, passarmi di fronte lungo il molo.

Alla nostra destra, in basso sul molo viene arrangiato un tavolo per chi vuole leggere le carte e, credo, per il piacere di conoscere il proprio futuro attraverso i Tarocchi. Il veggente è seduto e aspettato paziente con la schiena verso il mare.

Aida cambia in Tosca, e arriva ‘E lucevan le Stelle’, forse cantata da Placido, o mi sbaglio, Carreras?

Il primo bicchiere di rosato è intramezzato da olive locali, quando Paolo mette in evidenza la sua offerta per questa sera, una delizia locale di cozze, patate, formaggio e, forse, cipolla di Zapponeta e pomodoro. Può sembrare un po’ ordinario in inglese ma in italiano mescolato con l’abilità artistica e artigianale dello chef, proprietario, sommelier, afficianado dell’opera, è un'opera d'arte culinaria ideale per questa sera.

Appena sotto la nostra sinistra una piccola macchina della polizia locale arriva con le sue due luci blu brillanti. Mi impressiona come uno dei poliziotti sembri una piccola versione di Montalbano. Si allontana verso i ristoranti, mentre un giovane poliziotto alto e magro è lasciato a sorvegliare le folle di residenti e turisti, e per proteggere la proprietà automobilistica della città. Non ha fondina.

Un ciclista arriva e cominciano a chiacchierare, mentre l'ufficiale orgogliosamente indossa il suo cappello e la camicia a maniche corte dell’uniforme estiva. Due persone brillantemente vestite, possibilmente da una linea di sangue senegalese, sono accolti dalla gendarmeria e un altro gruppo di giovani di Trani passa in bicicletta salutando e chiamando.

Mi attraversa una sensazione di caldo, quella di essere a Trani questa sera in cui i giovani locali e quelli provenienti da tutte le parti e anche apparentemente di tutte le religioni, vivono in pace e buona volontà. A poco a poco il molo si riempie di venditori con le loro merci e ci sono molti passeggini, mentre i ristoranti vicini cominciano a riempirsi.

Ci vengono offerte alcune fresche deliziose pesche locali di una varietà 'vecchio stile', raccolte e offerte a perfetta maturazione. Il nostro ospite dimostra la sua preferenza per Carreras con un CD di musiche di Verdi, ma anche con uno per gli amanti dell'operetta austriaca, 'Tu sei la gioia del mio cuore‘ da 'Il paese del Sorriso' di Lehar, una scelta adatta per questa serata. Un’opera da brivido, Donizetti e ‘Una furtiva lagrima’, che io condivido lungo la guancia, e quindi 'Un bel dì vedremo’ per Butterfly. Un altro sorso.

Praticamente nessuno fuma, ma a giudicare dal numero di carrozzine e passeggini, i giovani di questa città hanno qualcosa di meglio da fare con il loro tempo libero, e apparentemente i bambini sono felici, non piangono, non urlano, solo la musica riempie l'aria della notte.

Finendo la seconda rosato notiamo che il calore fa parte dello stile di vita di questa città. Lo stile di vita di Trani è proprio 'nell'arte della vita’.

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Fuori Museo Trani
Eventi a Trani? La magia del Fuori Museo

Trani, sulle acque chiare blu dell’Adriatico leggermente a nord di Bari, è un luogo dove le persone arrivano a ‘stormi’ dal nord. Alla sera magici eventi estivi all’aria aperta donano un piacevole ristoro dal caldo sole estivo. Specialmente quelli nella piazza della Cattedrale, dove i profumi del mare aggiungono nuove esperienze sensoriali.

Ai turisti che cercano le spiagge e il mare e che arrivano per la prima volta intorno a Trani, potrebbero sfuggire i piaceri della Trani vecchia. Noi abbiamo avuto l’emozione di svegliarci nel meraviglioso borgo antico costruito attorno ad una piccola baia.

Qui una flotta di una dozzina di pescherecci espone il loro pescato sul molo e lo vende direttamente ai locali e ai commercianti. All’estremità nord della baia svetta la Cattedrale dedicata a San Nicola Pellegrino e realizzata in ‘gloriosa’ pietra locale. Nicola era un giovane uomo arrivato in Puglia dalla Grecia, girovagava per le strade cantando ‘Kyrie Eleison’ attraendo bambini e la derisione dei locali.

Alla sua scomparsa prematura, nel 1094, è stato subito santificato nel 1098 e la nuova cattedrale ha avuto il suo santo al suo completamento nel 1200. La piazza della cattedrale è delimitata a nord est da un parapetto sul mare, a nord ovest dal Palazzo di Giustizia e a sud ovest da un meraviglioso polo museale che combina in modo eclettico il Museo Diocesiano, il Museo Sinagoga Sant'Anna e il Museo della Macchina per Scrivere.

E sono proprio le serate del FUORI MUSEO che ci hanno riportato ancora una volta eventi a Trani. Fuori Museo è una serie di eventi musicali organizzati dalla Fondazione SECA, che sono iniziati con una Rockabilly Band a fine Giugno e si concluderanno con un concerto gratuito della band di Matteo Borghi il 4 Settembre.

La nostra visita era per la serata delle emozionanti storie musicali di Nicola Piovani e del suo gruppo ‘jazz’, Compagnia della Luna, dal titolo ‘La Musica è Pericolosa’. Per molti la serata era anche ascoltare dal vivo la musica dal film ‘La vita è Bella’ di Roberto Benigni, che gli ha dato l’oscar. Nicola ha mantenuto le sue promesse con una scelta eclettica, toccando una ampia varietà di musiche e raccontando le storie dietro alla loro composizione.

La sua compagnia ci ha deliziato con gli aneddoti delle relazioni con famosi registi attraverso la band di un sassofono, clarinetto, chitarra, violoncello, basso, fisarmonica e timpano, e con Nicola al piano.

Le emozioni della Fondazione SECA continuano gli eventi a Trani del 3 Agosto con Renzo Arbore e la sua Orchestra Italiana, con il loro stile inconfondibile. Il 6 è la volta del NAIF Tour di Malika Ayane, con la sua voce dal colore “arancione scuro che sa di spezia amara e rara”. Sergio Rubini farà un suo recital ‘Sud’ il 12 Agosto. Poi il 21 Agosto, dopo la pausa di Ferragosto, l’Orchestra dei Suoni del Sud farà un omaggio alla carriera di Mina Mazzini.

Skin ci riporta infine nella ‘Generazione del Millennio’ con una DJ performance nella zona sud di Trani, Venerdì 2 Settembre, mentre Matteo Borghi con la sua band concluderanno gli eventi estivi del Fuori Museo il 4.

I concerti hanno la direzione artistica di Gerardo Russo, una vera garanzia di emozioni e, se sono come quelle che abbiamo condiviso di Nicola Piovani, faranno il tutto esaurito.

Per sapere di più degli eventi a Trani visitate il sito della Fondazione SECA www.fondazioneseca.it e cercate FUORI MUSEO – EVENTI D’ESTATE. Se venite da lontano cercatevi un B&B vicino al porto nella città vecchia, e assicuratevi di avere il tempo per visitare la cattedrale e il meraviglioso Museo delle Macchine per Scrivere

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Sgurgola
Passeggiando un martedì a Sgurgola

Un viaggiatore a Sgurgola, in un fine di Agosto a sud di Roma, nei Monti Lepini, in Ciociaria.

E’ stata una estate calda con molti piccoli incendi regolari ai bordi delle strade accesi da guidatori che si comportano ancora come nei vecchi film e gettano la sigaretta fuori dal finestrino per creare una ‘piccola conflagrazione’.

E’ stato un mese senza pioggia che ha trasformato sottobosco e cespugli in una polveriera. E forse gli agricoltori stanno aspettando la pioggia quando vedono le nuvole marroni di polvere create dai numerosi trattori mentre arano la terra secca. Ma oggi stiamo sfuggendo i campi e la valle per visitare ancora una volta Sgurgola, il paese più alto di questo versante dei Monti Lepini, una città che è nata grazie alle invasioni dei Barbari.

Arrivando a Sgurgola, la montagna appare con un aspetto vigoroso  sopra di noi ad ovest, mentre dalle colline di Anagni ad est attraversiamo la Valle del Sacco con le industrie farmaceutiche internazionali, le fabbriche di plastica e i magazzini accampati come reduci dal periodo dell’orgoglio industriale Italiano.

Sembra che a Sgurgola si siano due piazze, una ad ogni estremità di Corso della Repubblica. La prima, Piazza Dell’Arringo, dove mi siedo all’ombra di una quercia apprezzando la fresca brezza che arriva grazie alla montagna, e il corso sembra avere un solo bar aperto, sicuramente una situazione unica in Italia.

La piazza è serena, anche se c’è un continuo borbottio di voci in molti modi e i vecchi sono seduti sul parapetto. Tipiche famiglie italiane di nonni, mamme e bambini condividono un caffè e un conetto di tarda mattina. Studenti annoiati ammazzano il tempo dei loro giorni prima che la scuola ricominci. Tavoli di giocatori di carte senza i quali questa non sarebbe l’Italia.

Dalla parte opposta c’è un semplice memoriale alle vittime della guerra, con le parole “Ai Suoi Figli” incise in un plinto di cemento.

C’è un suono di campana alle 11:15, undici rintocchi e poi ancora uno. Oggi è Martedì, giorno di un mercato di frutta e verdura che rende il transito della circolare lungo il corso appena un po’ più pericoloso per i compratori e i passeggiatori. Eppure, deve essere stato questo piccolo segno di attività commerciale ad aver fatto uscire gli anziani cittadini di Sgurgola ad occupare, non solo la piazza, ma anche altri punti del Corso dove sono parcheggiati i furgoncini dei venditori.

Circa 200 metri a sud lungo il corso selciato, dopo il Laboratorio Salsicce, si trova la piazza principale (senza targa) ma con uno dei segni architettonici rappresentativi di Sgurgola, un arco con una torre di tre piani che sembra (ma non lo è in pratica) in equilibrio precario sui muri di una stretta strada (forse Via Roma).

Sul lato destro dell’arco sventola l'obbligatoria bandiera della città sopra ad un ingresso. Su questo lato, al piano terra, una porta ad arco con la luce verde indica una farmacia. Per i non esperti è necessaria una piccola informazione per comprendere che le bandiere rappresentano l’ingresso al municipio proprio sotto l’arco lungo ‘Via Roma’ e che gli uffici sono al piano di sopra.
A destra della piazza c’è un bar, ma quando il proprietario getta un'altra busta di bottiglie vuote dalla scorsa notte nel bidone del riciclo, mi ha ricordato che è chiuso durante le ore diurne, e ho avuto uno spunto del ciclo della vita di Sgurgola la notte.

Sull’altro lato della piazza si trova la chiesa di Santa Maria Assunta, dove la facciata di cortina del 1960 è ora ricoperta da un più estetico intonaco. Ha una navata singola con 4 cappelle su ogni lato, serena e solitaria in questo giorno d’estate, ad eccezione del suono di una mia moneta, metallo su metallo, quando l’offerta è stata accettata e una seconda candela elettrica lentamente è tornata a vivere. Una preghiera solitaria e mi ritrovo nella piazza senza un bar aperto, ma ancora con alcuni che chiacchierano sul loro giorno un po’ più rumorosamente che in Piazza Dell’Arringo.

L’estate ha avuto i suoi effetti su questo paese come sulla maggior parte dei Monti Lepini e della Ciociaria, le persone locali siedono aspettando il caldo del pomeriggio, e poi il tanto ricercato fresco della tarda sera, che può essere accompagnato da un ulteriore birra alla spina o da un gustoso vino locale per eccitare gli spiriti o di gustoso vino locale per eccitare gli spiriti e, infine, portare il sonno in un altro giorno Sgurgoliano.

Eppure c'è una vita segreta di Sgurgola, una vita fatta di arte all'aperto, di "affreschi" che combinano musica e arte, le opere di 'sgurgoladepingerelamusica' dipinte sui muri del centro storico. Appena su lungo la strada che attraversa l'arco della torre con l’orologio, passato il municipio, ci si trova di fronte a 'Beatlemania', 'Nota di colore' e 'Il Sogno', e ce ne sono di più, come l'eccellente 'Ultimo Tango' nel Corso. Chi cerca trova. Forse la città è un altro dei luoghi del saltarello? Per saperlo dobbiamo aspettare fino a sera?

Sgurgola si sta animando per la sua annuale Festa  dell’Uva a settembre, un festival che porta entusiasmo alla città e che risveglia anche il più assonnato sognatore estivo ai piaceri di Bacco e della danza. E che da l’opportunità di conoscere nuovi piccoli segreti di Sgurgola.

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I famosi profumi personalizzati di Arnò a Venezia

Conoscete i profumi della Sicilia? Siete stati avvolti dal profumo di zagare (i fiori di arance e limoni) a fine marzo?

Se avete provato queste emozioni, allora potete capire la storia di Giuseppe Arnone e della sua creazione Arnò hanno portato profumi personalizzati a Venezia, all’ex Chiesa Santa Chiara di Murano.

Giuseppe crea profumi e ha inventato un modo per classificare le essenze in modo da riuscire a personalizzare un profumo naturale per chi desidera qualcosa di speciale, qualcosa che lo contraddistingua.

Tutto inizia quando era bambino a Pozzallo, sul mare vicino Ragusa, nel cuore della Magna Grecia dove l’arte di vivere raggiunge le sue massime espressioni. Giuseppe è un bambino curioso sempre ad odorare tutto quello che lo circonda: “leva il naso da sopra le pentole che ti scotti!”, gli diceva sempre sua nonna.

Era naturale il desiderio di soddisfare la sua indole, di completare la parte emozionale con quella tecnica, e Giuseppe diventa un chimico. Inizia a ricercare i legami che connettono la materia e a cercare nuovi effetti per il suo lavoro.

Ma come passatempo continua a classificare tutto quello che trova in base agli odori e a raccogliere essenze nella sua cantina per sperimentare la loro combinazione. Il primo profumo lo crea per sua moglie Daniela, inseparabile completamento di tutto quello che fa. Accanto alla loro impresa di detergenti, si divertono insieme a ‘giocare’ con i profumi sotto lo sguardo curioso dei cittadini di Pozzallo.

Aprono un negozio di profumi proprio sulla piazza centrale, con un terrazzo dal quale si domina il paese, e il mare, e iniziano a creare ‘eventi olfattivi’. E’ memorabile una 'serata araba’ con danzatrice del ventre e la ricreazione degli odori dei mercati di spezie delle città orientali. Le emozioni che danno i profumi di resine e di incensi. Dalla piazza piano piano tutto il paese si è lasciato coinvolgere nel gioco di sensazioni orientali.

“Quando abbiamo fatto la serata ‘spagnola’ mi sono lasciato ispirare dalla rosa che le ballerine di flamenco stringono in bocca e dal suono dei tacchi sul legno. Ho realizzato profumi che ricordavano gli aromi del legno e dei fiori. Una sensualità morbida ma decisa, intrigante”.

Nella profumeria non vendono i profumi, li creano coinvolgendo i clienti nel processo ideativo, facendoli sentire speciali e unici. E ora una di queste profumerie ha aperto all’isola di Murano all’interno della ex Chiesa di Santa Chiara diventata un elegante centro dove conoscere l’arte del vetro, guardare gli artigiani che lavorano, e trovare il migliore artigianato italiano.

Giuseppe con il suo ‘banco di profumiere’, un sistema che aiuta a trovare la composizione di profumi perfetta per ogni persona, ha aperto un corner e ha iniziato a far provare questa esperienza anche a Venezia.

“In questi anni ha cercato le essenze migliori in giro per il mondo. Ci sono alcuni posti magici come la Turchia per la rosa, la Calabria per il bergamotto e la Cambogia per l’oud, una resina molto particolare che forma un albero quando viene attaccato da funghi. In Cambogia praticano un foro dentro l’albero e ci mettono questo fungo che ‘mangia l’albero’ dal di dentro. Poi aspettano che l’albero abbia il ‘suono giusto’ prima di prendere la resina”.

Scegliersi un profumo personalizzato è una esperienza che tutte le persone dovrebbero provare. Lasciarsi guidare fra aromi di fiori, legni, frutta, incensi e trovare quello che vogliamo trasmettere agli altri, le emozioni che vogliamo far provare, è inusualmente sensuale.

Anche io ora ho il mio profumo personalizzato, perfetto per la mia pelle, un equilibrio fra la mia personalità e i profumi della natura. E ho la mia bottiglietta personalizzata con la composizione ‘segreta’ (che non vi rivelerò) realizzata per me a Murano da un maestro dell’arte di vivere.

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Può un direttore esterno aiutare le piccole imprese tecnologiche?

Un direttore esterno può aiutare una piccola impresa tecnologica quando questa si quota in borsa
C’è una grande differenza fra un piccola e una grande impresa in termini di strutture di risorse.
Una piccola impresa ha una struttura manageriale piatta, che normalmente coinvolge membri della famiglia e in particolare i fondatori e le generazioni successive. L’operatività dell’impresa è basata su un comportamento collegiale, sul team building, sul rispetto per la inventiva e la dedizione dei fondatori.
Cosa accade quanto una di queste imprese cerca finanziamenti in borsa e entra nelle profondità dei regolamenti delle imprese quotate e della borsa? Nella maggior parte dei casi la cultura delle PMI viene soffocata e cambia la cultura mano a mano che amministratori esterni esercitano la loro influenza (sul mandato degli azionisti indipendenti).
Queste persone sono normalmente dei direttori professionali con poca esperienza della cultura delle PMI e spesso non capiscono il prodotto o il mercato che è stato creato o quelli di riferimento dell’impresa. In troppi esempi i fondatori sono stati ’messi da parte’ e manager e commercialisti professionisti diventano i protagonisti dell’impresa. In questa situazione il valore della leadership tecnica è annientato in quanto il ruolo della squadra di tecnici cambia da protagonista a servitore.
Come è potuto accadere tutto questo? Le regole della borsa giocano un ruolo importante in quanto in borsa sono messe a listino società di ogni dimensione. Il costo minimo per essere una compagnia quotata in borsa è di €400.000 (AUD 600.000) per anno. Questo comprende i costi del consiglio di amministrazione, dei revisori esterni, consigli e spese legali, risorse aggiuntive per la contabilità, la promozione nei mercati e le spese di viaggio. Un ruolo chiave del consiglio di amministrazione è di massimizzare i profitti della impresa a vantaggio degli azionisti.
Quindi la prima attività non appena si entra nel listino azionario è quella di aumentare i costi. DI conseguenza aumenta la pressione per ridurre i costi sul management originario e per portare nuovi prodotti sul mercato prima che siano credibili. Agli occhi di molti direttori esterni, il cuore dello staff non è più una risorsa per crescere ma un costo eliminabile. Presto nasce un conflitto fra il consiglio di amministrazione e il management, e l’esperienza e la pratica dei fondatori si perde in esercizi di diritto all’interno del consiglio di amministrazione – di impiegare e licenziare il CEO.
Perché è necessaria questa distruzione? Non lo è, ma avviene più spesso di quanto si immagini, e le varie borse del mondo sono piene di migliaia di imprese in bancarotta di quelle che un tempo erano buone imprese tecnologiche e di quelle che dovevano portare sul mercato prodotti tecnologicamente rivoluzionari. Spesso la distruzione è dovuta all’ignoranza su entrambe le parti dell’equazione. Altre volte è un gioco di potere, spesso di avvocati ‘frustrati’ la cui formazione non gli aveva fornito sufficienti basi per condurre imprese. Ma guardiamo l’altra parte della medaglia e rivolgiamo l’attenzione al direttore con esperienza che si era unito a consiglio di amministrazione con buone intenzioni e con il desiderio di dare un contributo positivo.
Il principale fattore che deve essere ricordato è che un amministratore esterno dovrebbe ricordare è che il fondatore è incapace o non riesce a cambiare. Questo non è necessariamente un male, in quanto il successo dell’impresa è stato il risultato della guida del fondatore(i). così migliorando le prestazioni dell’impresa può capitare che un direttore esterno si possa unire al team tecnico, mostrare rispetto per i contributi della squadra, imparare il business e conseguentemente sviluppare fiducia nel core staff. Questioni come la preparazione per la successione e nuovi appuntamenti executive devono essere affrontati con attenzione per prevenire le paure della perdita fra i fondatori, che probabilmente sono anche degli azionisti sostanziali e quindi una potenziale forza disruttiva nel mercato degli investimenti. Questa è una sfida a medio termine.
Un altro importante servizio di un direttore esterno con esperienza è quello di dare consigli sui costi e le sfide di portare un nuovo prodotto sul mercato, e nell’evitare diversificazioni i quando il flusso di cassa non è assicurato. In aggiunta, una testa saggia può dare consigli se i debiti finanziari sono appropriati per la crescita.
Quindi, soprattutto, un direttore esterno non deve cercare di iniettare la cultura delle grandi imprese nello staff tecnico di una piccola impresa. Questo sarebbe certamente un metodo per far fallire le imprese. Certamente, molti intraprendenti direttori con buona parlantina hanno aumentato il valore delle azioni di imprese tecnologiche nel mercato, con una promozione regular sui mercati seguita da iniezioni di capitale, ad un tale livello dove l’impresa non può raggiungere i risultati di ritorno promessi.
La loro soluzioni sono o di iniettare altri prodotti nel tentativo di inserire una presa o di modificare il modello di business per una valutazione più bassa. Alla fine il consiglio di amministrazione soffre la non dignità di vedere sparire il valore delle azioni quando la ‘barca torna in porto’. Nel frattempo questi pilastri del successo del mercato si spostano sulla loro prossima avventura. Per non molti di loro i ‘peccati’ del passato appaiono sui CV per il futuro.
Di sicuro un ruolo chiave degli istituti dei direttori di imprese potrebbe essere quello di valutar le prestazioni dei direttori e la loro adattabilità per le differenti categorie di impresa, prendendo nota in particolare dei successi e dei fallimenti.

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