Pisarei e fasò
- Vanni Cicetti
- Categoria: Ricette
- EMILIA ROMAGNA • PIACENZA • Piacenza
Oggi prepariamo una ricetta della tradizione piacentina, un piatto povero che fonda le sue radici nella cultura contadina medioevale.
Oggi prepariamo una ricetta della tradizione piacentina, un piatto povero che fonda le sue radici nella cultura contadina medioevale.
Il 10 febbraio è la giornata dedicata ai legumi e così anche io ho voluto dedicare una ricetta a questi regali che la terra ci dona e che sfamano miliardi di persone nel mondo.
Siamo entrati nell’inverno e per celebrarlo in molti comuni stanno organizzando le tradizionali feste e sagre dedicate alla polenta. Sono tutti pazzi per questo piatto che ha sfamato intere popolazioni soprattutto nel nord e centro Italia dove tradizionalmente si coltivava il mais.
Ci sono alcuni formati di pasta che evocano regioni o posti particolari, così non si può pensare alla calamarata o agli scialatielli senza pensare anche a Napoli.
Qualche giorno fa ho postato la foto di un piatto particolare che stavo preparando. Mi piace farlo perché sono profondamente convinto che invadere il web di cose belle sia un modo per contrastare il nulla che dilaga, e cosa c’è di più bello, alto, culturale, interessante e scritto con un linguaggio universale, del cibo?
È passato da poco Halloween ma non la gioia di gustare la zucca che ci regala la stagione autunnale, all’incirca fino a novembre. Quando andiamo al mercato troviamo zucche con forme e colori particolari e spesso siamo indecisi su quale prendere.
Se volete sapere quale è il nome più insolito data ad una pasta, gli strozzapreti o strangulaprevete sono in cima alla lista. E non pensate che siano un piatto tipico regionale perché con varie declinazioni sono presenti un po’ in tutta la penisola.
Da una ricerca dell’università di Tor Vergata, in Italia esistono oltre 1.300 tipi di pasta e noi italiani siamo dei veri propri maniaci dell’accoppiamento fra forma della pasta e condimento. Si dice che tutto sia nato con il benessere, o forse le centinaia di forme rispecchiano il campanilismo dei nostri borghi e la storia dei territori. Non so quale sia la verità ma da esperto di cucina ogni giorno mi imbatto in nuove forme.
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